Hey,  come stai?

So che è presto e che non vorresti fare altro che prendere il tuo caffè in santa pace. Ma vorrei farti una domanda…

 

Se ti dico “spaghetti”, qual’è la prima cosa che ti viene in mente?

 

So cosa stai pensando, è lunedì mattina e Tommaso mi parla di pasta.

Gustibus non disputandum est.

 

Beh, forse avrai risposto “Barilla” o “Italia”…

Che poi gli spaghetti nascono in Italia o in Oriente? Non lo capiremo mai.

Tra l’altro, hai visto il nuovo packaging di Barilla?

 

Comunque, io ho risposto: “Carbonara”
Indovina chi ha risposto: “Disney!” ?

 

Bingo, Chiara! 🙄

 

Beh, è successo, di nuovo….

From Comedies to Cartoon

Se sei nuovo nel giro, leggiti il CatobiRemarks No. 2 ↗, ti assicuro che capirai.

 

In un attimo mi sono ritrovato nel 1955 e sempre più convinto che la contaminazione sia il vero vantaggio competitivo. Ora questa è facile…

Spaghetti + Disney?

Esatto! It’s the dogs happiest…

“Lilly e il Vagabondo “

 

Perché ti racconto questo? Perché ciò che mi ha portato fin qui nella tua inbox è frutto di uno sketch del più nostalgico del catalogo Disney.

In settimana, abbiamo organizzato un workshop orientato all’assesment di alcuni degli asset di un nostro prodotto appena “restaurato” e prossimo a realease. Come?  Beh semplice, attraverso un Remote Sprint Session di 6 ore e un Lean Model Canvas!

Il Lean Model Canvas è un’adattamento del Business Model Canvas di Alexander Osterwalder. E’ stato ideato da Ash Maurya e raccontato nel libro “Running Lean”

 

Te la semplifico: abbiamo buttato le basi per raggiungere il Product Maket Fit.

 

Okay, ma andiamo per ordine!
Perché ti sto parlando di “Lilly e il Vagabondo” e “Lean Model Canvas”?
Per questa scena meravigliosa ↓

 

So che ti ripoterà indietro negli anni, ma concentrati sui dialoghi, nulla ti vieta di guardartelo due volte!

Guarda il video↗

 

👉 Pss! il Lean Model Canvas è meglio del Business Model Canvas perché si focalizza di più sui problemi che vogliamo risolvere e sulle soluzioni che vogliamo offrire a questi problemi.

Zero to traction, it’s really hard!

But how to get it?  First, you need product/market fit.

 

“The only thing that matters is getting to product-market fit… Product-market fit means being in a good market with a product that can satisfy that market.” 

 

Marc Andreessen ha scritto queste parole nel 2007, coniando il termine Product-Market fit. Un termine che oggi  ha iniziato a rimbalzare tra gli addetti ai lavori, ma ancora non ha raggiunto i livelli delle varie buzzword “Lean”, “Agile”, “MVP”, “Growth Hacking” che se già la menzioni puoi fare un po’ il figo con chi non la conosce ancora.

 

Ok, ma cosa è Il Product/Market Fit?

La domanda giusta probabilmente non è “cosa è”, ma “quando sei nel product/market fit?”.

Sei nel product/market fit quando nello stesso momento:

  1. sei nel giusto mercato, che cresce velocemente
  2. hai il prodotto giusto per quel Mercato.

In poche parole…

Quando le persone che vogliono il tuo prodotto sono contente di ciò che stai offrendo, allora sei pronto a spostare la tua attenzione dal prodotto alla distribuzione e “conquistare il mercato”.

🐿️* Funziona benissimoooooo!

☝️fai finta che sia un castoro, okay?

Se hai guardato il il video, il Catobi PMF Model Canvas e se la memoria non mi inganna, hai visto il risultato di un Lean Model Canvas semplicemente cartoonizzato e messo a terra!

No, aspetta come?

E’ vero che è lunedì mattina e potrei essere confuso, ma se hai ascoltato il dialogo, sono sicuro che queste 9 caratteristiche ti suoneranno familiari.

 

Dagli un occhio, poi mi dici.

 

1) Problema: identificare il bisogno che intendi risolvere. Se non riesci a trovare un problema vale la pena creare una soluzione? Occupati di descrivere in cosa questo consiste e quante volte viene avvertito.

 

🐿️ ” Lo sai che ogni secondo 17 0 mm³ di acqua vanno sprecati laggiù? Guarda figliolo c’è questo tronco che devo mandare giù. Non è il tempo per tagliarlo, ma per trasprotarlo…mamma mia.”

 

2) Segmenti di clientela: se c’è un problema significa che deve esserci qualcuno che ha bisogno di risolverlo. Identifica il tuo target ed in particolare gli Early Adopter, saranno loro a spingere il tuo prodotto se valido.

 

Quale miglior Early Adopter se non il castoro?

Tra l’altro il prodotto lo spinge davvero…

 

3) Soluzione: trovato il problema ed il cliente che risente di questo disagio, va identificata la soluzione. La tua soluzione (e che sia migliore di una già esistente)

 

🐕” Le serve un tiratronco! Ho detto Tiratroncooo “

 

4) Proposta di valore (unica): perché dovrebbero scegliere la tua soluzione? Nel mercato esistono sicuramente diverse alternative per affrontare quello che abbiamo identificato come problema. Bisogna dare un motivo per il quale dovresti essere preferito agli altri.

 

🐕” Il nuovo brevettato, migliorato, sempre pronto, infallibile, piccolo e colossale tiratronchi”

 

5) Guadagni: quando, come e quanto dovrebbero pagare gli utenti per avere la tua soluzione. Parti dalla fonte principale di guadagno per poi inserire tutte le varie entrate secondarie.

 

Un Early Adopter Program sfrutta la Beta Forever total Free e tanti Feedbacks. No?

Di questi tempi non ne sono più sicuro.

 

6) Vantaggio competitivo: quale fattore ti permette di mantenere un vantaggio competitivo durevole nel tempo? Un vantaggio difficile da imitare per un competitor. Riesci ad avere l’esclusività?

 

🐕” Semplicissimo, basta inserire il laccio così e tirare”

Focalizzazione su differenziazione o Leadership di costo? 😉

 

7) Canali: come catturare l’attenzione del cliente e come raggiungerlo.

 

Spietato One to One Marketing!

 

8) Metriche chiave: bisogna riportare quali metriche sono davvero importanti e su quali andrai a basare il successo ma anche l’ipotetico fallimento del modello di business.

 

🐕 “ Riduce il tempo di tiraggio del 66%” .

Come minimo l’ NPS, Net promoter Score.

 

9) Struttura dei costi: specifica i vari centri di costo tenendo a mente quali sono quelli che incideranno di più sull’impresa.

 

Non mi voglio sbilanciare!

Azzardo con “Free Forever Under 5 Users” oppure “Early Adopter Free Forever”

 

Indovina come è strutturo un Lean Model Canvas?
Esattamente così

Si, Biagio è molto Lean!
E si, le dighe nascono dai bisogni. Non scherzo!

Le dighe servono ai castori per due motivi:
  1. come protezione per le loro tane costruite sull’acqua e con almeno un ingresso subacqueo;
  2.  come difesa dai predatori, grazie ai fossati che si formano dalla stagnazione dell’acqua intorno alle dighe.

🐿️* = Castoro

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Hey,  come stai?

So che è presto e che non vorresti fare altro che prendere il tuo caffè in santa pace. Ma vorrei farti una domanda…

 

Se ti dico “spaghetti”, qual’è la prima cosa che ti viene in mente?

 

So cosa stai pensando, è lunedì mattina e Tommaso mi parla di pasta.

Gustibus non disputandum est.

 

Beh, forse avrai risposto “Barilla” o “Italia”…

Che poi gli spaghetti nascono in Italia o in Oriente? Non lo capiremo mai.

Tra l’altro, hai visto il nuovo packaging di Barilla?

 

Comunque, io ho risposto: “Carbonara”
Indovina chi ha risposto: “Disney!” ?

 

Bingo, Chiara! 🙄

 

Beh, è successo, di nuovo….

From Comedies to Cartoon

Se sei nuovo nel giro, leggiti il CatobiRemarks No. 2 ↗, ti assicuro che capirai.

 

In un attimo mi sono ritrovato nel 1955 e sempre più convinto che la contaminazione sia il vero vantaggio competitivo. Ora questa è facile…

Spaghetti + Disney?

Esatto! It’s the dogs happiest…

“Lilly e il Vagabondo “

 

Perché ti racconto questo? Perché ciò che mi ha portato fin qui nella tua inbox è frutto di uno sketch del più nostalgico del catalogo Disney.

In settimana, abbiamo organizzato un workshop orientato all’assesment di alcuni degli asset di un nostro prodotto appena “restaurato” e prossimo a realease. Come?  Beh semplice, attraverso un Remote Sprint Session di 6 ore e un Lean Model Canvas!

Il Lean Model Canvas è un’adattamento del Business Model Canvas di Alexander Osterwalder. E’ stato ideato da Ash Maurya e raccontato nel libro “Running Lean”

 

Te la semplifico: abbiamo buttato le basi per raggiungere il Product Maket Fit.

 

Okay, ma andiamo per ordine!
Perché ti sto parlando di “Lilly e il Vagabondo” e “Lean Model Canvas”?
Per questa scena meravigliosa ↓

 

So che ti ripoterà indietro negli anni, ma concentrati sui dialoghi, nulla ti vieta di guardartelo due volte!

Guarda il video↗

 

👉 Pss! il Lean Model Canvas è meglio del Business Model Canvas perché si focalizza di più sui problemi che vogliamo risolvere e sulle soluzioni che vogliamo offrire a questi problemi.

Zero to traction, it’s really hard!

But how to get it?  First, you need product/market fit.

 

“The only thing that matters is getting to product-market fit… Product-market fit means being in a good market with a product that can satisfy that market.” 

 

Marc Andreessen ha scritto queste parole nel 2007, coniando il termine Product-Market fit. Un termine che oggi  ha iniziato a rimbalzare tra gli addetti ai lavori, ma ancora non ha raggiunto i livelli delle varie buzzword “Lean”, “Agile”, “MVP”, “Growth Hacking” che se già la menzioni puoi fare un po’ il figo con chi non la conosce ancora.

 

Ok, ma cosa è Il Product/Market Fit?

La domanda giusta probabilmente non è “cosa è”, ma “quando sei nel product/market fit?”.

Sei nel product/market fit quando nello stesso momento:

  1. sei nel giusto mercato, che cresce velocemente
  2. hai il prodotto giusto per quel Mercato.

In poche parole…

Quando le persone che vogliono il tuo prodotto sono contente di ciò che stai offrendo, allora sei pronto a spostare la tua attenzione dal prodotto alla distribuzione e “conquistare il mercato”.

🐿️* Funziona benissimoooooo!

☝️fai finta che sia un castoro, okay?

Se hai guardato il il video, il Catobi PMF Model Canvas e se la memoria non mi inganna, hai visto il risultato di un Lean Model Canvas semplicemente cartoonizzato e messo a terra!

No, aspetta come?

E’ vero che è lunedì mattina e potrei essere confuso, ma se hai ascoltato il dialogo, sono sicuro che queste 9 caratteristiche ti suoneranno familiari.

 

Dagli un occhio, poi mi dici.

 

1) Problema: identificare il bisogno che intendi risolvere. Se non riesci a trovare un problema vale la pena creare una soluzione? Occupati di descrivere in cosa questo consiste e quante volte viene avvertito.

 

🐿️ ” Lo sai che ogni secondo 17 0 mm³ di acqua vanno sprecati laggiù? Guarda figliolo c’è questo tronco che devo mandare giù. Non è il tempo per tagliarlo, ma per trasprotarlo…mamma mia.”

 

2) Segmenti di clientela: se c’è un problema significa che deve esserci qualcuno che ha bisogno di risolverlo. Identifica il tuo target ed in particolare gli Early Adopter, saranno loro a spingere il tuo prodotto se valido.

 

Quale miglior Early Adopter se non il castoro?

Tra l’altro il prodotto lo spinge davvero…

 

3) Soluzione: trovato il problema ed il cliente che risente di questo disagio, va identificata la soluzione. La tua soluzione (e che sia migliore di una già esistente)

 

🐕” Le serve un tiratronco! Ho detto Tiratroncooo “

 

4) Proposta di valore (unica): perché dovrebbero scegliere la tua soluzione? Nel mercato esistono sicuramente diverse alternative per affrontare quello che abbiamo identificato come problema. Bisogna dare un motivo per il quale dovresti essere preferito agli altri.

 

🐕” Il nuovo brevettato, migliorato, sempre pronto, infallibile, piccolo e colossale tiratronchi”

 

5) Guadagni: quando, come e quanto dovrebbero pagare gli utenti per avere la tua soluzione. Parti dalla fonte principale di guadagno per poi inserire tutte le varie entrate secondarie.

 

Un Early Adopter Program sfrutta la Beta Forever total Free e tanti Feedbacks. No?

Di questi tempi non ne sono più sicuro.

 

6) Vantaggio competitivo: quale fattore ti permette di mantenere un vantaggio competitivo durevole nel tempo? Un vantaggio difficile da imitare per un competitor. Riesci ad avere l’esclusività?

 

🐕” Semplicissimo, basta inserire il laccio così e tirare”

Focalizzazione su differenziazione o Leadership di costo? 😉

 

7) Canali: come catturare l’attenzione del cliente e come raggiungerlo.

 

Spietato One to One Marketing!

 

8) Metriche chiave: bisogna riportare quali metriche sono davvero importanti e su quali andrai a basare il successo ma anche l’ipotetico fallimento del modello di business.

 

🐕 “ Riduce il tempo di tiraggio del 66%” .

Come minimo l’ NPS, Net promoter Score.

 

9) Struttura dei costi: specifica i vari centri di costo tenendo a mente quali sono quelli che incideranno di più sull’impresa.

 

Non mi voglio sbilanciare!

Azzardo con “Free Forever Under 5 Users” oppure “Early Adopter Free Forever”

 

Indovina come è strutturo un Lean Model Canvas?
Esattamente così

Si, Biagio è molto Lean!
E si, le dighe nascono dai bisogni. Non scherzo!

Le dighe servono ai castori per due motivi:
  1. come protezione per le loro tane costruite sull’acqua e con almeno un ingresso subacqueo;
  2.  come difesa dai predatori, grazie ai fossati che si formano dalla stagnazione dell’acqua intorno alle dighe.

🐿️* = Castoro

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Il nutrimento della tua strategia di Business
Tutti i lunedì mattina alle 9.00
Nella tua Inbox. È gratis
Metodi e strumenti per abilitare l’innovazione nella tua azienda

    Accetto la privacy di Catobi