Buondì, come stai?

Ci vorrebbe una pianificazione anticipata delle emergenze.

 

Costantemente incoraggiamo l’innovazione e proviamo a far nascere un migliaio di idee vincenti al secondo. Ma, difficilmente mettiamo a terra progetti di potatura. Il che ci aiuterebbe a comprendere cosa potrebbe accadere se non intraprendessimo azioni strategiche, o se lo facessimo solo in modo limitato.

 

Chi lo fa, sono “killer del progetto” a tempo pieno. Riescono a vedere le alternative al loro modo di pensiero, non conoscono cosa sia l’errore del costo irrecuperabile e non si preoccupano che gli sforzi del passato vadano sprecati, mettono via le cesoie da potatura e lasciano crescere i progetti all’infinito. Un club del “pollice verde” da urlo in grado di Ri-Innovare la paura↗

 

Chi ti viene in mente?
Io penso all’ecosistema StartUp, eppure il 90% è fallita nel 2020.

 

La verità è che siamo tutti come i protagonisti de “La Casa de Papel”. Molto bravi a rapinare, ma non in grado di uccidere. Con la differenza che, per il Professore, non è un ostacolo al suo ottimo processo decisionale, ma anzi è la sua OMTM.

 

La compiacenza provoca scompiglio nelle organizzazioni.
E guida la tua strategia dalla stella sbagliata.

 

GO↓

La speranza è eterna

La storia dell’ Escalation Irrazionale

 

L’hai visto troppe volte: nella tua organizzazione ci sono una serie di progetti dalle prestazioni insufficienti o unit zombie. Spesso a causa di attaccamenti emotivi o ereditari che i decision maker hanno verso i progetti o le relative Business Unit.

 

Normalmente, piuttosto che ritirarsi quando ci sono segni di importante crisi, che sia finanziaria e/o operativa, vengono spronate le persone e i team ad intensificare il loro impegno, perdendo completamente le linee di condotta del progetto. Questa, è la storia in breve della speranza eterna.

 

In tutti i livelli di gestione, ci sono opinioni eccessivamente ottimistiche su progetti e prestazioni con decisione maker che cercano di mantenere lo status quo. Per ragioni di comodità, e talvolta anche di autoconservazione, si concentrano sulle proprie percezioni del mercato piuttosto che su punti di vista esterni e utilizzano principalmente dati interni per costruire previsioni e impostare strategie.

 

Nessuno fa domande difficili: esattamente perché crediamo che l’azienda possa crescere più velocemente del mercato in due anni? Quali sono esattamente gli investimenti che supportano questa prospettiva ottimistica e si riflettono accuratamente nel piano operativo per i prossimi 12 mesi?

 

 

Operazione Parigi

L’interrogatorio per vedere le alternative

 

In assenza di una “visione esterna”, i team strategici si affidano a piani  che non riflettono le realtà del mercato. Dove il sottoinvestimento e la sottoperformance sono risultati comuni. Un modo per infondere la visione esterna nelle discussioni strategiche è dare alle persone i giusti stimoli per generare idee.

 

Nei nostri workshop abbiamo bisogno di input e tecniche per costringerci a fare connessioni laterali e, negli ultimi mesi, abbiamo parlato spesso di metodi e strumenti che utilizziamo per valutare oggettivamente la crescita del nostro settore e delle dinamiche competitive. Dal Design Thinking, al nostro framework “Rafting Route”↗ . E anche come garantire che i progetti ottengano il controllo di cui hanno bisogno, chiedendoti quale fosse il fosse il Pre-Mortem di Bezos↗

 

Proviamo a mettere a dura prova la tua alibi. Stai per ricevere un interrogatorio. Sette step di domande per riuscire a scagionarti.

 

No°1 – Substitute

  • Quali materiali o risorse puoi sostituire per migliorare il prodotto?
  • Quale altro prodotto o processo potresti usare?
  • Quali regole potresti sostituire?
  • Puoi usare questo prodotto da qualche altra parte?
  • Cosa succederà se cambi il tuo atteggiamento nei confronti dell’idea?

 

No°2 – Combine

  • Cosa succederebbe se abbinassi questo prodotto con un altro?
  • Cosa succede se combini scopi o obiettivi?
  • Cosa potresti combinare per massimizzare gli usi di questo prodotto?
  • Come potresti combinare talento e risorse per creare un nuovo approccio a questo prodotto?

 

No°3 – Adapt

  • Come potresti riadattare questo prodotto per un altro uso?
  • Chi o cosa potresti emulare per adattare questo prodotto?
  • Cos’altro è come il tuo prodotto?
  • In quale altro contesto potresti inserire il tuo prodotto?
  • Quali altri prodotti o idee potresti usare come ispirazione?

 

No°4 – Modify

  • Come potresti cambiare la forma, l’aspetto del tuo prodotto?
  • Cosa potresti aggiungere per modificare questo prodotto?
  • Cosa potresti evidenziare per creare più valore?
  • Quale elemento potresti rafforzare per creare qualcosa di nuovo?

 

No°5 – Put

  • Puoi usare questo prodotto da qualche altra parte, forse in un altro settore?
  • Chi altro potrebbe usare il prodotto?
  • Come si comporterebbe diversamente questo prodotto in un altro contesto?
  • Potresti riciclare il prodotto per creare qualcosa di nuovo?

 

No°6 – Eliminate

  • Come potresti razionalizzare o semplificare questo prodotto?
  • Quali caratteristiche, parti o regole potresti eliminare?
  • Cosa potresti sottovalutare o attenuare?
  • Come potresti renderlo più piccolo, più veloce, più leggero o più divertente?
  • Cosa succederebbe se togliessi una parte di questo prodotto?

 

No°7 – Reverse

  • Cosa succederebbe se invertissi questo processo?
  • E se provassi a fare l’esatto opposto di quello che stai cercando di fare ora?
  • Quali ruoli potresti invertire o scambiare?
  • Come potresti riorganizzare il prodotto?

 

Se vuoi anticipare il fallimento del tuo progetto ed evitare di imprigionarlo, devi essere in grado di rispondere costantemente a queste domande.

 

Devi fare come il “Professore”, avere sempre un “Operazione Parigi” in testa.
Significa essere Killer di Progetto, essere intelligenti dall’inizio

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, come stai?

Ci vorrebbe una pianificazione anticipata delle emergenze.

 

Costantemente incoraggiamo l’innovazione e proviamo a far nascere un migliaio di idee vincenti al secondo. Ma, difficilmente mettiamo a terra progetti di potatura. Il che ci aiuterebbe a comprendere cosa potrebbe accadere se non intraprendessimo azioni strategiche, o se lo facessimo solo in modo limitato.

 

Chi lo fa, sono “killer del progetto” a tempo pieno. Riescono a vedere le alternative al loro modo di pensiero, non conoscono cosa sia l’errore del costo irrecuperabile e non si preoccupano che gli sforzi del passato vadano sprecati, mettono via le cesoie da potatura e lasciano crescere i progetti all’infinito. Un club del “pollice verde” da urlo in grado di Ri-Innovare la paura↗

 

Chi ti viene in mente?
Io penso all’ecosistema StartUp, eppure il 90% è fallita nel 2020.

 

La verità è che siamo tutti come i protagonisti de “La Casa de Papel”. Molto bravi a rapinare, ma non in grado di uccidere. Con la differenza che, per il Professore, non è un ostacolo al suo ottimo processo decisionale, ma anzi è la sua OMTM.

 

La compiacenza provoca scompiglio nelle organizzazioni.
E guida la tua strategia dalla stella sbagliata.

 

GO↓

La speranza è eterna

La storia dell’ Escalation Irrazionale

 

L’hai visto troppe volte: nella tua organizzazione ci sono una serie di progetti dalle prestazioni insufficienti o unit zombie. Spesso a causa di attaccamenti emotivi o ereditari che i decision maker hanno verso i progetti o le relative Business Unit.

 

Normalmente, piuttosto che ritirarsi quando ci sono segni di importante crisi, che sia finanziaria e/o operativa, vengono spronate le persone e i team ad intensificare il loro impegno, perdendo completamente le linee di condotta del progetto. Questa, è la storia in breve della speranza eterna.

 

In tutti i livelli di gestione, ci sono opinioni eccessivamente ottimistiche su progetti e prestazioni con decisione maker che cercano di mantenere lo status quo. Per ragioni di comodità, e talvolta anche di autoconservazione, si concentrano sulle proprie percezioni del mercato piuttosto che su punti di vista esterni e utilizzano principalmente dati interni per costruire previsioni e impostare strategie.

 

Nessuno fa domande difficili: esattamente perché crediamo che l’azienda possa crescere più velocemente del mercato in due anni? Quali sono esattamente gli investimenti che supportano questa prospettiva ottimistica e si riflettono accuratamente nel piano operativo per i prossimi 12 mesi?

 

 

Operazione Parigi

L’interrogatorio per vedere le alternative

 

In assenza di una “visione esterna”, i team strategici si affidano a piani  che non riflettono le realtà del mercato. Dove il sottoinvestimento e la sottoperformance sono risultati comuni. Un modo per infondere la visione esterna nelle discussioni strategiche è dare alle persone i giusti stimoli per generare idee.

 

Nei nostri workshop abbiamo bisogno di input e tecniche per costringerci a fare connessioni laterali e, negli ultimi mesi, abbiamo parlato spesso di metodi e strumenti che utilizziamo per valutare oggettivamente la crescita del nostro settore e delle dinamiche competitive. Dal Design Thinking, al nostro framework “Rafting Route”↗ . E anche come garantire che i progetti ottengano il controllo di cui hanno bisogno, chiedendoti quale fosse il fosse il Pre-Mortem di Bezos↗

 

Proviamo a mettere a dura prova la tua alibi. Stai per ricevere un interrogatorio. Sette step di domande per riuscire a scagionarti.

 

No°1 – Substitute

  • Quali materiali o risorse puoi sostituire per migliorare il prodotto?
  • Quale altro prodotto o processo potresti usare?
  • Quali regole potresti sostituire?
  • Puoi usare questo prodotto da qualche altra parte?
  • Cosa succederà se cambi il tuo atteggiamento nei confronti dell’idea?

 

No°2 – Combine

  • Cosa succederebbe se abbinassi questo prodotto con un altro?
  • Cosa succede se combini scopi o obiettivi?
  • Cosa potresti combinare per massimizzare gli usi di questo prodotto?
  • Come potresti combinare talento e risorse per creare un nuovo approccio a questo prodotto?

 

No°3 – Adapt

  • Come potresti riadattare questo prodotto per un altro uso?
  • Chi o cosa potresti emulare per adattare questo prodotto?
  • Cos’altro è come il tuo prodotto?
  • In quale altro contesto potresti inserire il tuo prodotto?
  • Quali altri prodotti o idee potresti usare come ispirazione?

 

No°4 – Modify

  • Come potresti cambiare la forma, l’aspetto del tuo prodotto?
  • Cosa potresti aggiungere per modificare questo prodotto?
  • Cosa potresti evidenziare per creare più valore?
  • Quale elemento potresti rafforzare per creare qualcosa di nuovo?

 

No°5 – Put

  • Puoi usare questo prodotto da qualche altra parte, forse in un altro settore?
  • Chi altro potrebbe usare il prodotto?
  • Come si comporterebbe diversamente questo prodotto in un altro contesto?
  • Potresti riciclare il prodotto per creare qualcosa di nuovo?

 

No°6 – Eliminate

  • Come potresti razionalizzare o semplificare questo prodotto?
  • Quali caratteristiche, parti o regole potresti eliminare?
  • Cosa potresti sottovalutare o attenuare?
  • Come potresti renderlo più piccolo, più veloce, più leggero o più divertente?
  • Cosa succederebbe se togliessi una parte di questo prodotto?

 

No°7 – Reverse

  • Cosa succederebbe se invertissi questo processo?
  • E se provassi a fare l’esatto opposto di quello che stai cercando di fare ora?
  • Quali ruoli potresti invertire o scambiare?
  • Come potresti riorganizzare il prodotto?

 

Se vuoi anticipare il fallimento del tuo progetto ed evitare di imprigionarlo, devi essere in grado di rispondere costantemente a queste domande.

 

Devi fare come il “Professore”, avere sempre un “Operazione Parigi” in testa.
Significa essere Killer di Progetto, essere intelligenti dall’inizio

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