Buondì, spero tutto bene.
Siamo alla 3° Week della nostra Summer Edition.

 

Settimana scorsa, in compagnia di Andrea Romoli, Facilitatore e Co-Founder di InSprint, abbiamo parlato di Lego® Serious Play®, il metodo per creare strategie in tempo reale per individui, team e organizzazioni, scatenando intuizione, ispirazione e fantasia. Lo abbiamo fatto attraverso il racconto di una case study di successo, che puoi recuperare nel Touchpoint 116° →

 

Oggi parliamo di Community Design con:

 

GO↓

Community Design

Creare una Community da Zero.

 

Sempre più spesso si sente parlare di community design e community economy. Con quest’ultimo termine, in particolare, si fa riferimento ad un’economia composta da organizzazioni che mettono al centro della propria strategia di business insiemi di persone: le community.  Airbnb, Duolingo, WeRoad, Gengle sono solo alcuni degli esempi di community brand che troviamo in Italia.

 

Partendo da questi modelli virtuosi, anche brand più che affermati guardano alle community per cambiare il proprio paradigma e utilizzare il community design come nuovo approccio alle proprie strategie di marketing e vendita. Non è un caso quindi che sempre più startup si interroghino su come creare da zero la propria community e da qui modellare il proprio business.

 

Quanto segue, lungi dal voler essere una lezione di community economy, mira a raccontarvi della mia personalissima esperienza come CEO & Founder di TA-DAAN ( link diretto per i più curiosi→), prima community europea dedicata a raccontare, promuovere e vendere artigiano contemporaneo e di come sia stato fondamentale per noi partire dalle persone più che da un prodotto.

 

TA-DAAN nasce infatti come magazine digitale dedicato ad artigianato e sostenibilità e, dopo aver raggiunto una community di 200K follower e costruito un network di oltre 5K artigiani da tutto il mondo, lancia il TA-DAAN shop ( per i curiosi di prima→) : un e-commerce con una curata selezione di prodotti artigianali europei, che spaziano dagli accessori moda all’home décor. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una solida community alle spalle. Facciamo quindi un passo indietro.

Community Toolkit

Gli strumenti necessari e i vantaggi per una Start-Up.

 

Prima di iniziare a creare una community, c’è una domanda da farsi:
Perché dovrei costruire una community? Di cosa si tratta e perché mi serve?

 

Fin dai tempi antichi, gli esseri umani hanno organizzato la propria vita in gruppi più o meno grandi: famiglia, lavoro, chiesa, scuola. Nasciamo tutti all’interno di community con le quali condividiamo status sociali, interessi o legami affettivi.

 

Le community fanno parte della nostra natura organizzativa.

 

Non è un caso quindi che, ormai da diversi anni, i brand abbiano intuito le molteplici opportunità offerte da questo fenomeno e abbiano lavorato per costruire community.  Creare una community significa creare un luogo fisico o metafisico che aggreghi l’interesse di un gruppo di persone. Per farlo c’è bisogno di diversi ingredienti: tempo, ascolto, dialogo, costanza, coerenza e creatività.

 

Per partire in maniera concreta, tuttavia, c’è bisogno di scegliere e conoscere il proprio target o personas, il canale che più frequenta e il tono di voce più indicato da utilizzare. Con TA-DAAN, nello specifico, siamo partite da un account Instagram→, canale per sua natura perfetto a intrattenere e soprattutto ispirare il nostro target di makers e craft lovers millennials.

 

L’importanza di format, performance e funnel.

 

Una volta individuato il proprio target e, conseguentemente, il proprio canale comunicativo, il modo migliore per organizzare il proprio piano editoriale e incanalare la propria creatività è ragionare per format. Con format, nel linguaggio media, s’intende la forma e la struttura secondo cui è ideato un certo contenuto (es. Instagram post, IGTV) che può essere ripetuto e declinato nel tempo con opportuni adattamenti.

 

Il grande vantaggio del format consiste in primis nella sua replicabilità e nella sua scalabilità. Inoltre, lavorare per format aiuta non solo a velocizzare il lavoro ma anche a creare abitudine, aspettativa e affezione nella propria audience. 

 

Un format di particolare successo per noi è stato per esempio il “Monday meets the artisan” che, come suggerisce il nome stesso, mira attraverso 24h di stories su Instagram a farti conoscere un artigiano trascinandoti all’interno della sua bottega per un giorno, un lunedì appunto.

 

Ad un lavoro puramente creativo è poi fondamentale unire un lavoro costante e puntuale di analisi.  È importante tenere a mente che ogni format avrà obiettivi diversi e andrà misurato secondo KPIs diversi.

 

Un costante lavoro di monitoring delle performance vi porterà, da un lato, a capire che è fondamentale sperimentare pur essendo pronti ad uccidere le proprie idee (quelle che  non incontrano l’interesse da parte della community); dall’altro, vi permetterà di costruirvi il vostro marketing funnel atto a raggiungere nell’ordine: follower prima potenziali e poi de facto, consumatori e ambassador.

 

UGC (User Generated Content) e co-creazione.

 

Avere costruito una community di persone che condividono il tuo stesso purpose e i tuoi stessi valori permette di instaurare un circolo virtuoso che consente agli stessi utenti della community di partecipare attivamente alla creazione di contenuti. Questa tipologia di contenuti user generated, tendenzialmente raw, presenta di contraltare diversi vantaggi:

  • accorcia la distanza fra brand e consumatore;
  • genera reale dialogo con la community;
  • contribuisce alla creazione di contenuto;
  • spiana la strada a brand ambassador program.

 

Quali sono i vantaggi per una startup?

 

Uno dei più grandi vantaggi di cui un’azienda e ancor di più una startup può beneficiare partendo dal costruire una community, consiste nel porre il proprio WHY prima del prodotto. Chi sceglie di partire costruendo la propria community sceglie in primis di ispirare i propri followers e clienti e non dovrà cercare una community per i propri prodotti, bensì prodotti per la propria community.

 

Ci sono anche altri vantaggi:

  • Validation/testing: partire da una community significa avere già un bacino di utenti che possono testare in anteprima un tuo nuovo prodotto, darti feedback e offrirti quindi la possibilità di correggere il tiro laddove necessario;
  • Traction: raggiungere una certa traction in termini di audience/community testata può fornire alla startup un primo asset interessante e favorevole rispetto alle prime opportunità di fundraising attraverso angel investors, VCs ma anche attività crowdfunding;
  • Network: creare una community significa inevitabilmente entrare in contatto con una serie di stakeholder che possono rivelarsi chiave nell’evoluzione del business.

 

Aver costruito la prima community europea di appassionati di artigianato contemporaneamente ad un network di artigiani ci ha dato la possibilità di stare al passo con la nostra community ed evolvere il nostro modello di business passando da magazine digitale a curated marketplace mantenendo inalterato il perché che da sempre ci guida.

 

Questo è community design.

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, spero tutto bene.
Siamo alla 3° Week della nostra Summer Edition.

 

Settimana scorsa, in compagnia di Andrea Romoli, Facilitatore e Co-Founder di InSprint, abbiamo parlato di Lego® Serious Play®, il metodo per creare strategie in tempo reale per individui, team e organizzazioni, scatenando intuizione, ispirazione e fantasia. Lo abbiamo fatto attraverso il racconto di una case study di successo, che puoi recuperare nel Touchpoint 116° →

 

Oggi parliamo di Community Design con:

 

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Community Design

Creare una Community da Zero.

 

Sempre più spesso si sente parlare di community design e community economy. Con quest’ultimo termine, in particolare, si fa riferimento ad un’economia composta da organizzazioni che mettono al centro della propria strategia di business insiemi di persone: le community.  Airbnb, Duolingo, WeRoad, Gengle sono solo alcuni degli esempi di community brand che troviamo in Italia.

 

Partendo da questi modelli virtuosi, anche brand più che affermati guardano alle community per cambiare il proprio paradigma e utilizzare il community design come nuovo approccio alle proprie strategie di marketing e vendita. Non è un caso quindi che sempre più startup si interroghino su come creare da zero la propria community e da qui modellare il proprio business.

 

Quanto segue, lungi dal voler essere una lezione di community economy, mira a raccontarvi della mia personalissima esperienza come CEO & Founder di TA-DAAN ( link diretto per i più curiosi→), prima community europea dedicata a raccontare, promuovere e vendere artigiano contemporaneo e di come sia stato fondamentale per noi partire dalle persone più che da un prodotto.

 

TA-DAAN nasce infatti come magazine digitale dedicato ad artigianato e sostenibilità e, dopo aver raggiunto una community di 200K follower e costruito un network di oltre 5K artigiani da tutto il mondo, lancia il TA-DAAN shop ( per i curiosi di prima→) : un e-commerce con una curata selezione di prodotti artigianali europei, che spaziano dagli accessori moda all’home décor. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una solida community alle spalle. Facciamo quindi un passo indietro.

Community Toolkit

Gli strumenti necessari e i vantaggi per una Start-Up.

 

Prima di iniziare a creare una community, c’è una domanda da farsi:
Perché dovrei costruire una community? Di cosa si tratta e perché mi serve?

 

Fin dai tempi antichi, gli esseri umani hanno organizzato la propria vita in gruppi più o meno grandi: famiglia, lavoro, chiesa, scuola. Nasciamo tutti all’interno di community con le quali condividiamo status sociali, interessi o legami affettivi.

 

Le community fanno parte della nostra natura organizzativa.

 

Non è un caso quindi che, ormai da diversi anni, i brand abbiano intuito le molteplici opportunità offerte da questo fenomeno e abbiano lavorato per costruire community.  Creare una community significa creare un luogo fisico o metafisico che aggreghi l’interesse di un gruppo di persone. Per farlo c’è bisogno di diversi ingredienti: tempo, ascolto, dialogo, costanza, coerenza e creatività.

 

Per partire in maniera concreta, tuttavia, c’è bisogno di scegliere e conoscere il proprio target o personas, il canale che più frequenta e il tono di voce più indicato da utilizzare. Con TA-DAAN, nello specifico, siamo partite da un account Instagram→, canale per sua natura perfetto a intrattenere e soprattutto ispirare il nostro target di makers e craft lovers millennials.

 

L’importanza di format, performance e funnel.

 

Una volta individuato il proprio target e, conseguentemente, il proprio canale comunicativo, il modo migliore per organizzare il proprio piano editoriale e incanalare la propria creatività è ragionare per format. Con format, nel linguaggio media, s’intende la forma e la struttura secondo cui è ideato un certo contenuto (es. Instagram post, IGTV) che può essere ripetuto e declinato nel tempo con opportuni adattamenti.

 

Il grande vantaggio del format consiste in primis nella sua replicabilità e nella sua scalabilità. Inoltre, lavorare per format aiuta non solo a velocizzare il lavoro ma anche a creare abitudine, aspettativa e affezione nella propria audience. 

 

Un format di particolare successo per noi è stato per esempio il “Monday meets the artisan” che, come suggerisce il nome stesso, mira attraverso 24h di stories su Instagram a farti conoscere un artigiano trascinandoti all’interno della sua bottega per un giorno, un lunedì appunto.

 

Ad un lavoro puramente creativo è poi fondamentale unire un lavoro costante e puntuale di analisi.  È importante tenere a mente che ogni format avrà obiettivi diversi e andrà misurato secondo KPIs diversi.

 

Un costante lavoro di monitoring delle performance vi porterà, da un lato, a capire che è fondamentale sperimentare pur essendo pronti ad uccidere le proprie idee (quelle che  non incontrano l’interesse da parte della community); dall’altro, vi permetterà di costruirvi il vostro marketing funnel atto a raggiungere nell’ordine: follower prima potenziali e poi de facto, consumatori e ambassador.

 

UGC (User Generated Content) e co-creazione.

 

Avere costruito una community di persone che condividono il tuo stesso purpose e i tuoi stessi valori permette di instaurare un circolo virtuoso che consente agli stessi utenti della community di partecipare attivamente alla creazione di contenuti. Questa tipologia di contenuti user generated, tendenzialmente raw, presenta di contraltare diversi vantaggi:

  • accorcia la distanza fra brand e consumatore;
  • genera reale dialogo con la community;
  • contribuisce alla creazione di contenuto;
  • spiana la strada a brand ambassador program.

 

Quali sono i vantaggi per una startup?

 

Uno dei più grandi vantaggi di cui un’azienda e ancor di più una startup può beneficiare partendo dal costruire una community, consiste nel porre il proprio WHY prima del prodotto. Chi sceglie di partire costruendo la propria community sceglie in primis di ispirare i propri followers e clienti e non dovrà cercare una community per i propri prodotti, bensì prodotti per la propria community.

 

Ci sono anche altri vantaggi:

  • Validation/testing: partire da una community significa avere già un bacino di utenti che possono testare in anteprima un tuo nuovo prodotto, darti feedback e offrirti quindi la possibilità di correggere il tiro laddove necessario;
  • Traction: raggiungere una certa traction in termini di audience/community testata può fornire alla startup un primo asset interessante e favorevole rispetto alle prime opportunità di fundraising attraverso angel investors, VCs ma anche attività crowdfunding;
  • Network: creare una community significa inevitabilmente entrare in contatto con una serie di stakeholder che possono rivelarsi chiave nell’evoluzione del business.

 

Aver costruito la prima community europea di appassionati di artigianato contemporaneamente ad un network di artigiani ci ha dato la possibilità di stare al passo con la nostra community ed evolvere il nostro modello di business passando da magazine digitale a curated marketplace mantenendo inalterato il perché che da sempre ci guida.

 

Questo è community design.

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