Buondì, come sta andando?
Non è un segreto: l’ innovazione è difficile per le aziende affermate.

 

Diverse volte all’anno, i team di top management entrano nella stanza con obiettivi strategici elevati e le migliori intenzioni: sperano di valutare onestamente la loro situazione e le loro prospettive e di montare una risposta decisa e coordinata verso un’ambizione comune.

 

Poi la realtà si intromette. Quando arrivano nella strategy room, scoprono che è già affollata di ego e agende in competizione. I posti di lavoro, anche le carriere, sono in gioco, quindi regna la cautela. E in tutto ciò c’è anche il Budget.

 

Iniziata questa riflessione, nella mia realtà, si intromette, il nostro Web Development che avvisa nel gruppo Telegram che non potrà tenere lo Zippys alla Plenaria di stasera. ( Ti ricordo che la prossima è il 24 giugno e che puoi partecipare, portando il tuo di Zyppy↗) Ci dice che dovrà tornare a Firenze. Tra uno sfottò e l’altro ci manda il biglietto, partenza da Lampugnano. Iniziano una serie di bei ricordi di tutti quanti. E qui è arrivata, la vera riflessione.

  • I tempi di inattività migliorano il nostro modo di pensare – Vi è mai capitato di incontrare un ostacolo nel vostro lavoro, terminare la giornata frustrato, solo per tornare il giorno successivo con una soluzione perfettamente formata? Questo è il potere della pausa.

 

Cosa centra con tutto questo?
E’ uno dei motivi per i quali le  grandi aziende non si reinventano facilmente come innovatori leader. Troppe routine fisse e fattori culturali possono intralciarla. Quindi, per dimostrarmi che il tempo di inattività riempie la nostra capacità di praticare il Deep Work, ho dedicato diverse ore a rileggere la nostra chat operativa per capire cosa ci permette di farlo a noi.

 

Ne ho fatto un bullet point.

 

GO↓

I fattori strategici e Operativi

L’impegno per l’innovazione

 

Spesso si dice che l’innovazione è un’attività complessa a livello aziendale che richiede una serie di pratiche e processi trasversali per strutturarla, organizzarla e incoraggiarla. E’ sicuramente molto vero, ma ci tengo a precisare una cosa ovvia, a dire il vero, non esiste una formula collaudata per il successo, in particolare quando si tratta di innovazione. Ed è questa l’unica vera differenza.

 

Ho suddiviso i messaggi in 7 cluster diversi. Non trovavo il giusto nome, perciò, prendendo ispirazione dal Design Thinking, ho creato un processo che avesse un senso e si potesse reiterare. Nonostante, abbia letto un interessante post su LinkedIn dove viene ridiscusso il modello di base del DT↗

 

Ecco la lista dei nostri fattori strategici, creativi, esecutivi e organizzativi per innovare con successo:

  • Stimolo: Meno parole motivazionali e maggiore capacità di quantificare un obiettivo di innovazione per la crescita e renderlo esplicito nei futuri piani strategici. Ci ha sempre aiutato a consolidare l’importanza e la responsabilità, perché lo abbiamo saputo trasferire internamente sotto forma di obiettivo di prestazione e scadenze.
  • Scelta: La grande difficoltà dietro alle intuizioni e alle idee, è la lotta per determinare quali di queste supportare e scalare. Abbiamo creato alcune condizioni limite per gli spazi di opportunità che desideriamo esplorare, per evitare di sovraccaricare la pipeline di innovazione con progetti relativamente sicuri, a breve termine ma che hanno poche possibilità di realizzare i nostri obiettivi di crescita.
  • Scoperta: La cosa più difficile è rispondere alla domanda: Come li sviluppano le aziende?. Per provare a farlo, abbiamo da sempre suddiviso le attività di ogni unit in tre aree (no silos): un problema prezioso da risolvere, una tecnologia che consente la soluzione e un modello di business che possa generare denaro. Altro non è che il nostro processo di insight-discovery.
  • Evoluzione: Abbiamo creato un modello Open per rivalutare costantemente la nostra posizione nella catena del valore. Abbiamo sponsorizzato progetti pilota ed esperimenti al di fuori del core business per aiutare a combattere le concezioni ristrette di ciò che siamo e facciamo.
  • Accelerazione: E’ sicuramente la parola più inflazionata anche nella nostra chat. Ma è anche vero che troppo spesso le aziende si limitano a ostacolare i propri tentativi di innovazione. Un numero sorprendente di innovazioni da parte delle aziende è stato effettivamente il frutto dei loro anticonformisti, che sono riusciti a bypassare i loro processi di approvazione precoce.  Ecco perché abbiamo adottato un processo di governance che valuti costantemente non solo il valore atteso, la tempistica e il rischio delle iniziative in pipeline, ma anche la sua composizione complessiva.
  • Collaborazione: Flussi di talento e conoscenza trascendono sempre più i confini aziendali e geografici. Non sono riuscito a tenere traccia di tutti i dialetti emersi in ogni messaggio. Se ci pensi le aziende che sfruttano al meglio le reti esterne hanno una buona idea di ciò che è più utile e in quali fasi del processo di innovazione.
  • Comportamenti: In che modo incoraggi, supporti e premi i comportamenti e i pensieri innovativi delle tue persone? Ci assicuriamo massima flessibilità del sistema organizzativo per promuovere la collaborazione, l’apprendimento e la sperimentazione. Le aziende devono aiutare le persone a condividere idee e conoscenze liberamente, assicurandosi che le lezioni apprese dal successo e dal fallimento siano catturate e assimilate, riconoscendo gli sforzi anche quando non hanno successo.

 

Rileggendo questo bullet point, penso che siano i punti che il 99,9% delle aziende la fuori dibatte giornalmente. Mi chiedo  quanti processi strategici, inizino con un promemoria di questi 7 punti che poi rimbalzano tra la posta in arrivo, riunioni inutili e notifiche di chat di gruppo. Poi penso ai restanti che di questi indicatori di frenesia, ne hanno fatto una strategia di produttività vincente.

 

Puoi farlo anche tu a condizione che tu faccia il primo passo: impegnare la tua organizzazione a innovare.

 

Non hai bisogno di  fissare un prememoria.
Nel tuo tempo di inattività, rendilo tangibile.

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, come sta andando?
Non è un segreto: l’ innovazione è difficile per le aziende affermate.

 

Diverse volte all’anno, i team di top management entrano nella stanza con obiettivi strategici elevati e le migliori intenzioni: sperano di valutare onestamente la loro situazione e le loro prospettive e di montare una risposta decisa e coordinata verso un’ambizione comune.

 

Poi la realtà si intromette. Quando arrivano nella strategy room, scoprono che è già affollata di ego e agende in competizione. I posti di lavoro, anche le carriere, sono in gioco, quindi regna la cautela. E in tutto ciò c’è anche il Budget.

 

Iniziata questa riflessione, nella mia realtà, si intromette, il nostro Web Development che avvisa nel gruppo Telegram che non potrà tenere lo Zippys alla Plenaria di stasera. ( Ti ricordo che la prossima è il 24 giugno e che puoi partecipare, portando il tuo di Zyppy↗) Ci dice che dovrà tornare a Firenze. Tra uno sfottò e l’altro ci manda il biglietto, partenza da Lampugnano. Iniziano una serie di bei ricordi di tutti quanti. E qui è arrivata, la vera riflessione.

  • I tempi di inattività migliorano il nostro modo di pensare – Vi è mai capitato di incontrare un ostacolo nel vostro lavoro, terminare la giornata frustrato, solo per tornare il giorno successivo con una soluzione perfettamente formata? Questo è il potere della pausa.

 

Cosa centra con tutto questo?
E’ uno dei motivi per i quali le  grandi aziende non si reinventano facilmente come innovatori leader. Troppe routine fisse e fattori culturali possono intralciarla. Quindi, per dimostrarmi che il tempo di inattività riempie la nostra capacità di praticare il Deep Work, ho dedicato diverse ore a rileggere la nostra chat operativa per capire cosa ci permette di farlo a noi.

 

Ne ho fatto un bullet point.

 

GO↓

I fattori strategici e Operativi

L’impegno per l’innovazione

 

Spesso si dice che l’innovazione è un’attività complessa a livello aziendale che richiede una serie di pratiche e processi trasversali per strutturarla, organizzarla e incoraggiarla. E’ sicuramente molto vero, ma ci tengo a precisare una cosa ovvia, a dire il vero, non esiste una formula collaudata per il successo, in particolare quando si tratta di innovazione. Ed è questa l’unica vera differenza.

 

Ho suddiviso i messaggi in 7 cluster diversi. Non trovavo il giusto nome, perciò, prendendo ispirazione dal Design Thinking, ho creato un processo che avesse un senso e si potesse reiterare. Nonostante, abbia letto un interessante post su LinkedIn dove viene ridiscusso il modello di base del DT↗

 

Ecco la lista dei nostri fattori strategici, creativi, esecutivi e organizzativi per innovare con successo:

  • Stimolo: Meno parole motivazionali e maggiore capacità di quantificare un obiettivo di innovazione per la crescita e renderlo esplicito nei futuri piani strategici. Ci ha sempre aiutato a consolidare l’importanza e la responsabilità, perché lo abbiamo saputo trasferire internamente sotto forma di obiettivo di prestazione e scadenze.
  • Scelta: La grande difficoltà dietro alle intuizioni e alle idee, è la lotta per determinare quali di queste supportare e scalare. Abbiamo creato alcune condizioni limite per gli spazi di opportunità che desideriamo esplorare, per evitare di sovraccaricare la pipeline di innovazione con progetti relativamente sicuri, a breve termine ma che hanno poche possibilità di realizzare i nostri obiettivi di crescita.
  • Scoperta: La cosa più difficile è rispondere alla domanda: Come li sviluppano le aziende?. Per provare a farlo, abbiamo da sempre suddiviso le attività di ogni unit in tre aree (no silos): un problema prezioso da risolvere, una tecnologia che consente la soluzione e un modello di business che possa generare denaro. Altro non è che il nostro processo di insight-discovery.
  • Evoluzione: Abbiamo creato un modello Open per rivalutare costantemente la nostra posizione nella catena del valore. Abbiamo sponsorizzato progetti pilota ed esperimenti al di fuori del core business per aiutare a combattere le concezioni ristrette di ciò che siamo e facciamo.
  • Accelerazione: E’ sicuramente la parola più inflazionata anche nella nostra chat. Ma è anche vero che troppo spesso le aziende si limitano a ostacolare i propri tentativi di innovazione. Un numero sorprendente di innovazioni da parte delle aziende è stato effettivamente il frutto dei loro anticonformisti, che sono riusciti a bypassare i loro processi di approvazione precoce.  Ecco perché abbiamo adottato un processo di governance che valuti costantemente non solo il valore atteso, la tempistica e il rischio delle iniziative in pipeline, ma anche la sua composizione complessiva.
  • Collaborazione: Flussi di talento e conoscenza trascendono sempre più i confini aziendali e geografici. Non sono riuscito a tenere traccia di tutti i dialetti emersi in ogni messaggio. Se ci pensi le aziende che sfruttano al meglio le reti esterne hanno una buona idea di ciò che è più utile e in quali fasi del processo di innovazione.
  • Comportamenti: In che modo incoraggi, supporti e premi i comportamenti e i pensieri innovativi delle tue persone? Ci assicuriamo massima flessibilità del sistema organizzativo per promuovere la collaborazione, l’apprendimento e la sperimentazione. Le aziende devono aiutare le persone a condividere idee e conoscenze liberamente, assicurandosi che le lezioni apprese dal successo e dal fallimento siano catturate e assimilate, riconoscendo gli sforzi anche quando non hanno successo.

 

Rileggendo questo bullet point, penso che siano i punti che il 99,9% delle aziende la fuori dibatte giornalmente. Mi chiedo  quanti processi strategici, inizino con un promemoria di questi 7 punti che poi rimbalzano tra la posta in arrivo, riunioni inutili e notifiche di chat di gruppo. Poi penso ai restanti che di questi indicatori di frenesia, ne hanno fatto una strategia di produttività vincente.

 

Puoi farlo anche tu a condizione che tu faccia il primo passo: impegnare la tua organizzazione a innovare.

 

Non hai bisogno di  fissare un prememoria.
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