Buondì, come sta andando?
Siamo alla 1° Week della nostra Summer Edition.

 

Come ti avevo anticipato lo scorso lunedì, da questa settimana inizia ufficialmente la nostra (anche tua) estate dove apriremo i nostri canali e la nostra community e faremo parlare per undici settimane , 11 super professionisti, i loro interessi, la loro conoscenza e tutta la loro professionalità.

 

Oggi con noi Saverio Russo
Chief Communications Officer | Hemargroup

 

GO↓

La regina Rossa

La corsa per la sopravvivenza

 

“Beh, nel nostro paese”, disse Alice ansimando, “in genere si arriva da un’altra parte, se si corre molto velocemente e a lungo, come abbiamo fatto noi”.

 

“Che paese lento!” esclamò la Regina Rossa. “Ora, qui, vedi, devi correre al massimo delle tue possibilità, per rimanere nello stesso posto. Se invece vuoi andare da un’altra parte, devi correre almeno il doppio!”

 

L’effetto della Regina Rossa (RQE) è una teoria, nata in ambito biologico e poi estesasi in altri settori, che prende spunto dal famoso personaggio di Lewis Carroll del romanzo “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”.

 

Questa teoria spiega che in ambienti interconnessi e competitivi, come può essere un habitat naturale o un settore economico, il fatto che ogni attore cerchi di assicurarsi la propria sopravvivenza fa sì che si debba essere sempre pronti ad adattarsi, evolversi e proliferare già solo per rimanere in vita. Insomma, come direbbe un milanese: ”Se sta mai coi man in man!” 

 

Questa teoria ha preso piede anche in ambito economico, dove la velocità di innovazione e l’aumento della competizione su scala globale, rende praticamente impossibile a qualsiasi azienda di sopravvivere senza compiere sforzi in ambito di ricerca, sviluppo e cambiamento. Ci ammonisce inoltre del fatto che, per essere i migliori, bisogna correre ancora più veloce.

 

La Regina Rossa può essere vista come una gara in cui la performance di ogni azienda dipende dal fatto che l’azienda eguagli o superi le azioni dei rivali. Ogni azienda è dunque costretta dai suoi competitor a dover essere sempre in movimento, così che tutte le aziende finiscono per correre il più velocemente possibile solo per stare al pari dei concorrenti.

Il tempo è tiranno

Intrappolati in una corsa senza fine

 

Conoscendo questa teoria, creare e/o gestire un’azienda sembra quasi un’impresa titanica, una mission impossibile. Esistono dei modi per facilitare il gioco e assicurarsi quantomeno una serena sopravvivenza? Si, eccone 3:

→ Come Giano Bifronte

 

Le aziende seguono il carattere delle persone che le gestiscono. Alcuni di noi sono amanti delle regole, naturali “efficientatori” e zelanti seguaci di processi e pratiche. Altri invece sono dei naturali ribelli, creativi, curiosi, sempre pronti a sognare “what’s next”. Ora immaginate un’organizzazione che sia in grado tanto di sviluppare progetti innovativi e avanzati, quanto di creare processi precisi ed efficienti. Impossibile? No, in realtà queste aziende sono le cosiddette “Organizzazioni Ambidestre”, quelle che riescono tanto ad esplorare nuovi orizzonti di innovazione, quanto a sfruttare saldamente le scoperte e i prodotti creati. Dividi la tua azienda in due, lascia che i ricercatori ricerchino e gli amministratori amministrino e crea funzioni di collegamento tra le due sezioni. In questo modo creerai un’azienda agile ed efficiente, che sa gestire il presente e anticipare il futuro.

Quant’è bella giovinezza

 

“Le cose nuove si fanno solo con i giovani. Solo i giovani ci si buttano dentro con entusiasmo, e collaborano in armonia senza personalismi e senza gli ostacoli derivanti da una mentalità consuetudinaria”. Queste parole sono di Mario Tchou, direttore del Laboratorio di ricerche elettroniche della Olivetti. Per chi non lo conoscesse diciamo solo che, se la Olivetti fornì i computer per le missioni Apollo della NASA e divenne un player importante nella (allora) neonata informatica, il merito è suo (e del supporto di Adriano Olivetti). Il consiglio non è naturalmente di prendere qualsiasi impiegato giovane dell’azienda e inserirlo nella R&D, quanto piuttosto di ricordare che chi è giovane e ancora poco specializzato in un settore può portare quella diversità, propensione al rischio e creatività che beneficiano l’innovazione di un’azienda e la fanno correre più veloce. Ad un certo punto, gli anni di servizio e l’esperienza accumulata diventano fardelli più che aiuti.

→ Bastone e Carota

 

Nel 1920, il fisiologo russo Ivan Pavlov fu il primo ad usare la parola incentivo riguardo al comportamento, che anche allora si riferiva a rafforzamento di una risposta già appresa, ma inibita. Fu però B.F. Skinner ad articolare i principali costrutti teorici di rinforzo e comportamentalismo. Teorie che sono entrate a gran forza nella ricerca manageriale, per la corretta gestione delle risorse umane. C’è chi è a favore di un incentivo positivo (la carota) e chi si schiera invece dalla parte della punizione (bastone). Dalle ricerche di Skinner però, emerse che il rinforzo positivo è superiore al castigo nel modificare il comportamento. Questi sosteneva che la sanzione non era semplicemente l’opposto dell’incentivo positivo: un comportamento punitivo cambia solo temporaneamente il comportamento di un individuo e presenta molti effetti collaterali dannosi.

 

3M, multinazionale operante in diversi settori, offre ai propri dipendenti un budget innovazione: un premio a fondo perduto che ogni dipendente può utilizzare per sviluppare la propria idea e proporla eventualmente al management aziendale.

 

Amazon fa lo stesso, ma in ambito formazione. Favorire l’innovazione in azienda, non significa solo aggiungere una task in più ai propri dipendenti, ma incentivare proattivamente un comportamento positivo e vantaggioso. Se vuoi che la tua azienda sia innovativa devi incentivare la curiosità dei tuoi dipendenti (e anche la loro propensione al rischio), favorendo un ambiente sicuro e stimolante, senza dimenticare che per noi esseri umani, pensare, ideare, creare è la cosa che ci riesce meglio. Fai scorta di carote dunque!

 

Proprio qualche giorno fa, l’analista Neil Cybart ha misurato il vantaggio ad Apple nei wearables sulla concorrenza: 10 anni. Si stima che nel 2021 il fatturato della divisione sarà di 30 miliardi di dollari: se fosse un’entità distinta, sarebbe di fatto un’azienda Fortune 500.

 

Vuoi sapere quando Apple ha iniziato a correre? Nel 2010, 11 anni fa. In quell’anno venne presentato il primo iPad, viene pubblicata la prima(!) versione di Instagram e l’Italia uscì dai mondiali al primo turno, dopo un 2-3 con la Slovacchia.

 

Il tempo è tiranno. Solo le aziende che sapranno unire un’efficienza matematica con una creatività e ricerca senza limiti, incentivando i propri dipendenti, avranno la meglio nel lungo periodo e riusciranno a battere la Regina Rossa.

 

Il “si-è-sempre-fatto-così” ha i giorni contati.

 

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, come sta andando?
Siamo alla 1° Week della nostra Summer Edition.

 

Come ti avevo anticipato lo scorso lunedì, da questa settimana inizia ufficialmente la nostra (anche tua) estate dove apriremo i nostri canali e la nostra community e faremo parlare per undici settimane , 11 super professionisti, i loro interessi, la loro conoscenza e tutta la loro professionalità.

 

Oggi con noi Saverio Russo
Chief Communications Officer | Hemargroup

 

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La regina Rossa

La corsa per la sopravvivenza

 

“Beh, nel nostro paese”, disse Alice ansimando, “in genere si arriva da un’altra parte, se si corre molto velocemente e a lungo, come abbiamo fatto noi”.

 

“Che paese lento!” esclamò la Regina Rossa. “Ora, qui, vedi, devi correre al massimo delle tue possibilità, per rimanere nello stesso posto. Se invece vuoi andare da un’altra parte, devi correre almeno il doppio!”

 

L’effetto della Regina Rossa (RQE) è una teoria, nata in ambito biologico e poi estesasi in altri settori, che prende spunto dal famoso personaggio di Lewis Carroll del romanzo “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”.

 

Questa teoria spiega che in ambienti interconnessi e competitivi, come può essere un habitat naturale o un settore economico, il fatto che ogni attore cerchi di assicurarsi la propria sopravvivenza fa sì che si debba essere sempre pronti ad adattarsi, evolversi e proliferare già solo per rimanere in vita. Insomma, come direbbe un milanese: ”Se sta mai coi man in man!” 

 

Questa teoria ha preso piede anche in ambito economico, dove la velocità di innovazione e l’aumento della competizione su scala globale, rende praticamente impossibile a qualsiasi azienda di sopravvivere senza compiere sforzi in ambito di ricerca, sviluppo e cambiamento. Ci ammonisce inoltre del fatto che, per essere i migliori, bisogna correre ancora più veloce.

 

La Regina Rossa può essere vista come una gara in cui la performance di ogni azienda dipende dal fatto che l’azienda eguagli o superi le azioni dei rivali. Ogni azienda è dunque costretta dai suoi competitor a dover essere sempre in movimento, così che tutte le aziende finiscono per correre il più velocemente possibile solo per stare al pari dei concorrenti.

Il tempo è tiranno

Intrappolati in una corsa senza fine

 

Conoscendo questa teoria, creare e/o gestire un’azienda sembra quasi un’impresa titanica, una mission impossibile. Esistono dei modi per facilitare il gioco e assicurarsi quantomeno una serena sopravvivenza? Si, eccone 3:

→ Come Giano Bifronte

 

Le aziende seguono il carattere delle persone che le gestiscono. Alcuni di noi sono amanti delle regole, naturali “efficientatori” e zelanti seguaci di processi e pratiche. Altri invece sono dei naturali ribelli, creativi, curiosi, sempre pronti a sognare “what’s next”. Ora immaginate un’organizzazione che sia in grado tanto di sviluppare progetti innovativi e avanzati, quanto di creare processi precisi ed efficienti. Impossibile? No, in realtà queste aziende sono le cosiddette “Organizzazioni Ambidestre”, quelle che riescono tanto ad esplorare nuovi orizzonti di innovazione, quanto a sfruttare saldamente le scoperte e i prodotti creati. Dividi la tua azienda in due, lascia che i ricercatori ricerchino e gli amministratori amministrino e crea funzioni di collegamento tra le due sezioni. In questo modo creerai un’azienda agile ed efficiente, che sa gestire il presente e anticipare il futuro.

Quant’è bella giovinezza

 

“Le cose nuove si fanno solo con i giovani. Solo i giovani ci si buttano dentro con entusiasmo, e collaborano in armonia senza personalismi e senza gli ostacoli derivanti da una mentalità consuetudinaria”. Queste parole sono di Mario Tchou, direttore del Laboratorio di ricerche elettroniche della Olivetti. Per chi non lo conoscesse diciamo solo che, se la Olivetti fornì i computer per le missioni Apollo della NASA e divenne un player importante nella (allora) neonata informatica, il merito è suo (e del supporto di Adriano Olivetti). Il consiglio non è naturalmente di prendere qualsiasi impiegato giovane dell’azienda e inserirlo nella R&D, quanto piuttosto di ricordare che chi è giovane e ancora poco specializzato in un settore può portare quella diversità, propensione al rischio e creatività che beneficiano l’innovazione di un’azienda e la fanno correre più veloce. Ad un certo punto, gli anni di servizio e l’esperienza accumulata diventano fardelli più che aiuti.

→ Bastone e Carota

 

Nel 1920, il fisiologo russo Ivan Pavlov fu il primo ad usare la parola incentivo riguardo al comportamento, che anche allora si riferiva a rafforzamento di una risposta già appresa, ma inibita. Fu però B.F. Skinner ad articolare i principali costrutti teorici di rinforzo e comportamentalismo. Teorie che sono entrate a gran forza nella ricerca manageriale, per la corretta gestione delle risorse umane. C’è chi è a favore di un incentivo positivo (la carota) e chi si schiera invece dalla parte della punizione (bastone). Dalle ricerche di Skinner però, emerse che il rinforzo positivo è superiore al castigo nel modificare il comportamento. Questi sosteneva che la sanzione non era semplicemente l’opposto dell’incentivo positivo: un comportamento punitivo cambia solo temporaneamente il comportamento di un individuo e presenta molti effetti collaterali dannosi.

 

3M, multinazionale operante in diversi settori, offre ai propri dipendenti un budget innovazione: un premio a fondo perduto che ogni dipendente può utilizzare per sviluppare la propria idea e proporla eventualmente al management aziendale.

 

Amazon fa lo stesso, ma in ambito formazione. Favorire l’innovazione in azienda, non significa solo aggiungere una task in più ai propri dipendenti, ma incentivare proattivamente un comportamento positivo e vantaggioso. Se vuoi che la tua azienda sia innovativa devi incentivare la curiosità dei tuoi dipendenti (e anche la loro propensione al rischio), favorendo un ambiente sicuro e stimolante, senza dimenticare che per noi esseri umani, pensare, ideare, creare è la cosa che ci riesce meglio. Fai scorta di carote dunque!

 

Proprio qualche giorno fa, l’analista Neil Cybart ha misurato il vantaggio ad Apple nei wearables sulla concorrenza: 10 anni. Si stima che nel 2021 il fatturato della divisione sarà di 30 miliardi di dollari: se fosse un’entità distinta, sarebbe di fatto un’azienda Fortune 500.

 

Vuoi sapere quando Apple ha iniziato a correre? Nel 2010, 11 anni fa. In quell’anno venne presentato il primo iPad, viene pubblicata la prima(!) versione di Instagram e l’Italia uscì dai mondiali al primo turno, dopo un 2-3 con la Slovacchia.

 

Il tempo è tiranno. Solo le aziende che sapranno unire un’efficienza matematica con una creatività e ricerca senza limiti, incentivando i propri dipendenti, avranno la meglio nel lungo periodo e riusciranno a battere la Regina Rossa.

 

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