Buondì, come sta andando?
Siamo alla 3° Week della nostra Summer Edition.

 

La settimana scorsa, in compagnia di Andrea Virgilio, abbiamo parlato di Tecnologia Emotiva e di come  l’avvento delle nuove tecnologie nella quotidianità di ogni individuo ha definito un cambiamento dirompente e pervasivo con cui si sono plasmate nuove forme di comunicazione, di vivere e di interagire con il prossimo, di lavorare e persino di fare politica. Andrea ci ha presentato anche Ii futuro dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale, lo trovi nel Touchpoint 62°↗

 

Oggi con noi Raffaele Gaito
Founder Growth Program

 

GO↓ 

L’importanza della Pazienza

Cosa significa essere pazienti e perché oggi, più che mai, è fondamentale.

 

Se facessimo una ricerca sul web per la parola “pazienza” salterebbero fuori decine di definizioni più o meno simili, ma quella che ho sempre apprezzato di più appartiene al dizionario di La Repubblica che la definisce come “la qualità di chi attende con perseveranza e calma”. In pratica chi è paziente è anche costante, le due cose viaggiano di pari passo.

 

E credo che proprio la costanza sia la chiave per apprendere appieno il valore della pazienza: la costanza è la componente attiva della pazienza. Dal lato opposto della costanza abbiamo invece la componente passiva: la pigrizia.

 

Ecco l’errore comune che troppo spesso tendiamo a commette pensando alla pazienza, supponiamo un’attesa passiva e ci balza alla mente l’immagine della pigrizia. E allora associamo una persona paziente a qualcuno mogio, tranquillo, indifferente, quasi innocuo.

 

Niente di più sbagliato.

 

La pazienza non è la capacità di saper aspettare, ma è quello che facciamo mentre aspettiamo. Noi possiamo decidere come usare il nostro tempo d’attesa. Se dare spazio alla componente passiva o a quella attiva. Se essere immobili e pigri oppure tenaci e costanti. Se aspettare che qualcuno ci dia quello che ci spetta o rimboccarci le maniche e conquistarcelo da soli.

 

Immagina la costanza come la parte concreta della pazienza, quell’elemento necessario per affrontare la quotidianità in modo pratico, sia sugli aspetti lavorativi che in quelli della vita personale. La costanza ci fa andare avanti con persistenza sia nei momenti positivi che in quelli negativi, ci fa godere dei piccoli risultati quotidiani nell’attesa del premio alla fine del percorso.

 

La costanza ci tiene vivi, in movimento. Ci fa alzare dal letto la mattina con la voglia di conquistare il mondo, anche se siamo lontanissimi dall’obiettivo. La costanza è ciò che fa la differenza nel lungo periodo. La costanza è l’atteggiamento attivo di chi ha la pazienza di aspettare.

La Storia di Jack Ma

La pazienza e la costanza che richiede il futuro.

 

Una delle storie di costanza che più mi ha affascinato negli ultimi anni è sicuramente quella dell’imprenditore cinese Jack Ma, fondatore del colosso dell’e-commerce Alibaba. Jack Ma è tra gli uomini più ricchi della Cina, è stato il primo imprenditore cinese a finire sulla copertina di Forbes e nel 2009 Times l’ha inserito nella lista dei 100 uomini più influenti al mondo.

 

Però in pochi sanno però che Jack Ma è stato rifiutato dieci volte ad Harvard. Non una, non due, non tre, ma ben dieci volte. In un’intervista del 2015, fatta durante il World Economic Forum, l’imprenditore cinese ha raccontato la sua incredibile storia mettendo più volte l’accento su questo rifiuto della prestigiosa università americana e di come sia stato un momento fondamentale per la sua crescita. Jack Ma non era nuovo ai rifiuti.

 

Qualche anno prima, quando la catena di fast food KFC aprì una filiale nella sua città, 24 persone si presentarono per i colloqui e 23 persone furono assunte. Lui fu l’unico a essere scartato. 

 

Nonostante i numerosi rifiuti e fallimenti Jack Ma è stato paziente e costante, e passo dopo passo si è costruito il suo futuro.

 

Da ragazzino, desideroso di imparare l’inglese, ma senza grandi possibilità economiche, si recava ogni mattina fuori gli hotel più importanti della città per accompagnare gruppi di turisti occidentali in giro per la città di HangZhou. Lo faceva in modo totalmente gratuito, solo per avere la possibilità di fare pratica con la lingua inglese.

 

Ha usato questo approccio per nove anni. Ogni mattina, con la pioggia battente o il caldo torrenziale, Jack Ma andava in cerca di nuovi turisti per migliorare il suo inglese.

 

Essere costanti significa anche questo, prendere l’iniziativa e fare in modo che le cose si avverino. Per usare le parole dell’artista marziale Bruce Lee, la pazienza non è passiva, al contrario, è forza concentrata.

 

Il modo con cui questa forza si esprime nella quotidianità è, appunto, attraverso la costanza, la cui origine latina deriva dal verbo constare, formato da cum e stare, che significa letteralmente “rimanere saldi”, “stare con”.

 

Ecco perché la costanza va oltre il concetto di forza di volontà, ma rappresenta piuttosto la nostra capacità di rimanere con il nostro obiettivo.

 

Ecco l’importanza di saper aspettare.

 

 

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, come sta andando?
Siamo alla 3° Week della nostra Summer Edition.

 

La settimana scorsa, in compagnia di Andrea Virgilio, abbiamo parlato di Tecnologia Emotiva e di come  l’avvento delle nuove tecnologie nella quotidianità di ogni individuo ha definito un cambiamento dirompente e pervasivo con cui si sono plasmate nuove forme di comunicazione, di vivere e di interagire con il prossimo, di lavorare e persino di fare politica. Andrea ci ha presentato anche Ii futuro dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale, lo trovi nel Touchpoint 62°↗

 

Oggi con noi Raffaele Gaito
Founder Growth Program

 

GO↓ 

L’importanza della Pazienza

Cosa significa essere pazienti e perché oggi, più che mai, è fondamentale.

 

Se facessimo una ricerca sul web per la parola “pazienza” salterebbero fuori decine di definizioni più o meno simili, ma quella che ho sempre apprezzato di più appartiene al dizionario di La Repubblica che la definisce come “la qualità di chi attende con perseveranza e calma”. In pratica chi è paziente è anche costante, le due cose viaggiano di pari passo.

 

E credo che proprio la costanza sia la chiave per apprendere appieno il valore della pazienza: la costanza è la componente attiva della pazienza. Dal lato opposto della costanza abbiamo invece la componente passiva: la pigrizia.

 

Ecco l’errore comune che troppo spesso tendiamo a commette pensando alla pazienza, supponiamo un’attesa passiva e ci balza alla mente l’immagine della pigrizia. E allora associamo una persona paziente a qualcuno mogio, tranquillo, indifferente, quasi innocuo.

 

Niente di più sbagliato.

 

La pazienza non è la capacità di saper aspettare, ma è quello che facciamo mentre aspettiamo. Noi possiamo decidere come usare il nostro tempo d’attesa. Se dare spazio alla componente passiva o a quella attiva. Se essere immobili e pigri oppure tenaci e costanti. Se aspettare che qualcuno ci dia quello che ci spetta o rimboccarci le maniche e conquistarcelo da soli.

 

Immagina la costanza come la parte concreta della pazienza, quell’elemento necessario per affrontare la quotidianità in modo pratico, sia sugli aspetti lavorativi che in quelli della vita personale. La costanza ci fa andare avanti con persistenza sia nei momenti positivi che in quelli negativi, ci fa godere dei piccoli risultati quotidiani nell’attesa del premio alla fine del percorso.

 

La costanza ci tiene vivi, in movimento. Ci fa alzare dal letto la mattina con la voglia di conquistare il mondo, anche se siamo lontanissimi dall’obiettivo. La costanza è ciò che fa la differenza nel lungo periodo. La costanza è l’atteggiamento attivo di chi ha la pazienza di aspettare.

La Storia di Jack Ma

La pazienza e la costanza che richiede il futuro.

 

Una delle storie di costanza che più mi ha affascinato negli ultimi anni è sicuramente quella dell’imprenditore cinese Jack Ma, fondatore del colosso dell’e-commerce Alibaba. Jack Ma è tra gli uomini più ricchi della Cina, è stato il primo imprenditore cinese a finire sulla copertina di Forbes e nel 2009 Times l’ha inserito nella lista dei 100 uomini più influenti al mondo.

 

Però in pochi sanno però che Jack Ma è stato rifiutato dieci volte ad Harvard. Non una, non due, non tre, ma ben dieci volte. In un’intervista del 2015, fatta durante il World Economic Forum, l’imprenditore cinese ha raccontato la sua incredibile storia mettendo più volte l’accento su questo rifiuto della prestigiosa università americana e di come sia stato un momento fondamentale per la sua crescita. Jack Ma non era nuovo ai rifiuti.

 

Qualche anno prima, quando la catena di fast food KFC aprì una filiale nella sua città, 24 persone si presentarono per i colloqui e 23 persone furono assunte. Lui fu l’unico a essere scartato. 

 

Nonostante i numerosi rifiuti e fallimenti Jack Ma è stato paziente e costante, e passo dopo passo si è costruito il suo futuro.

 

Da ragazzino, desideroso di imparare l’inglese, ma senza grandi possibilità economiche, si recava ogni mattina fuori gli hotel più importanti della città per accompagnare gruppi di turisti occidentali in giro per la città di HangZhou. Lo faceva in modo totalmente gratuito, solo per avere la possibilità di fare pratica con la lingua inglese.

 

Ha usato questo approccio per nove anni. Ogni mattina, con la pioggia battente o il caldo torrenziale, Jack Ma andava in cerca di nuovi turisti per migliorare il suo inglese.

 

Essere costanti significa anche questo, prendere l’iniziativa e fare in modo che le cose si avverino. Per usare le parole dell’artista marziale Bruce Lee, la pazienza non è passiva, al contrario, è forza concentrata.

 

Il modo con cui questa forza si esprime nella quotidianità è, appunto, attraverso la costanza, la cui origine latina deriva dal verbo constare, formato da cum e stare, che significa letteralmente “rimanere saldi”, “stare con”.

 

Ecco perché la costanza va oltre il concetto di forza di volontà, ma rappresenta piuttosto la nostra capacità di rimanere con il nostro obiettivo.

 

Ecco l’importanza di saper aspettare.

 

 

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Il nutrimento della tua strategia di Business
Tutti i lunedì mattina alle 9.00
Nella tua Inbox. È gratis
Metodi e strumenti per abilitare l’innovazione nella tua azienda

    Accetto la privacy di Catobi