Buondì, come sta andando?
Siamo alla 7° Week della nostra Summer Edition.

 

La settimana scorsa, in compagnia di Federico Vigorelli Porro, abbiamo parlato di come la pandemia ha cambiato nel profondo il senso che diamo al lavoro ed alle relazioni – specialmente quelle con i brand e le aziende con cui ci interfacciamo. Ogni Customer Journey oggi costa fatica, perché l’informazione a nostra disposizione è maggiore. “Has Covid-19 created a new kind of customer?”, la risposta di Federico nel Touchpoint 66°↗

 

Oggi con noi Mariella Bruno
Owner | Diversity Opportunity

 

GO↓

Ciò che si vede e ciò che si sente

Colori, suoni, umori, emozioni che si avvicinano

 

Immaginiamo di tornare bambini e fissare meravigliati l’oblò della lavatrice girare vorticosamente durante la fase della centrifuga… Ci chiedevamo quale potenza potesse essere lanciata verso gli indumenti e quanto forte dovesse essere quel cestello per contenerli durante il lavaggio?!

 

La stessa emozione trasliamola sul piano di ciò che abbiamo vissuto negli ultimi 18 mesi che hanno cambiato il ciclo di vita dell’intera umanità, apportando un’accelerazione storica, culturale, tecnologica, scientifica di 10 anni: come se fossimo nel 2031 almeno.

 

Sono cambiate le tecnologie attraverso cui lavoriamo, con cui gestiamo le relazioni, attraverso le quali svolgiamo la nostra attività di cittadini e attori della vita sociale. Noi siamo cambiati: non ci riconosciamo nella nostra stessa immagine del febbraio 2020, ci sta’ stretta. Un cambiamento che ci ha modificato nelle attese verso la vita, verso l’impegno lavorativo, la famiglia e gli affetti tutti e che chiede di essere ascoltato: ora e forte.

 

Quando usiamo il termine Diversity ci vengono in mente colori, suoni, umori, emozioni che si avvicinano (non necessariamente s’incontrano o sfiorano) e che proprio per la forte caratterizzazione che identifica questo insieme (ricordate lo sguardo dentro l’Oblò?…) non si può non “guardare”.

Ciò che si vede

Una varianza che oggi è driver d’innovazione e creatività

 

La Diversità alla luce del ciclo di vita di un’Organizzazione prende la forma della varianza delle Persone che ci lavorano o che l’hanno costruita; dei clienti che scelgono i suoi prodotti o servizi, dei giovani che “sognano” di lavorarci, della catena dei fornitori degli stakeholders della società tutta.

 

Patrimonio tutto! 

 

Una varianza che oggi è driver d’innovazione e creatività, i mix di differenze amplificano l’ascolto verso il potenziale successo del prodotto sul mercato: più ci portiamo a bordo diversi punti di vista, ma anche esperienze, background di studi o di culture e più saremo in grado di cogliere interessi ancor prima che diventino manifesti.

 

Prendete i cercatori di Tendenze: vanno in giro per il mondo ad annusare ciò che conforta, attira, cambia in nuove forme, disseta i bisogni; questo va chiesto ai nostri team innovation e per metterli in grado di farlo va tenuta alta la % di varianza di stimoli.

 

Una diversità che legge tutte le diverse fasi della vita degli individui e conoscendone i bisogni li sostiene permettendogli di dare sempre il meglio verso tutto e tutti. Una diversità che è valore e che per questo si legge come “affidabilità” da parte di chi investe nel Mercato preferendo aziende che sebbene diffuse mantengano la qualità dei risultati e siano trasparenti in questo.

 

Una Diversità che è uguale a Impegno verso la società tutta e verso il pianeta: sostenibile ed etico nei fatti; direi nelle piccole e silenziose azioni che però coinvolgono e sono agite dalle Persone che ne fanno parte e che in questo si riconoscono e s’identificano. Una eterogeneità che non conosce il termine discriminazione ma dove ognuno è chiamato a “dare” e “Fare” la valorizzazione della diversità, perché questa è impegno di tutti perché atterri in un cambiamento vero. I Board, i manager, i leader, ma non basta: se chiedessimo solo a loro cadremmo di nuovo nell’errore di attenderci le “buone cose” da qualcun altro: e invece tocca a noi partire.

Ciò che si sente

Il PNRR ci da’ la forma delle strade che ci aspettano da percorrere

 

…. Parto da qui.

 

Negli anni di esperienza fatta accompagnando Organizzazioni e aziende nella realizzazione di Diversity Plan mi sono accorta che la spinta all’attenzione al tema viene nella maggior parte dei casi da Manager HR che sono per vocazione attenti a cogliere i needs.

 

Più raro che il bisogno venga da settori come le Vendite, gli Acquisti o la Logistica; eppure l’opportunità della valorizzazione impatta a 360° su tutti i segmenti dell’azienda. La Pubblicità di prodotti inclusivi vende di più, lo sappiamo.

 

Ma abbiamo mai considerato che l’orgoglio dei nostri colleghi nel raccontare il valore che la propria azienda da’ al contributo di tutti coinvolge ed emoziona più di tanti post o spot?

 

La scelta di un fornitore allineato alle Policy delle aziende richiede una forte attenzione; ma perché non adottare un albo di fornitori di cooperative sociali? Un impegno di valore sociale e di restituzione che identifica chi la fa come azienda protagonista nella rete di Valore.

 

Potrei continuare con tutti gli altri dipartimenti ma ormai è chiaro il meccanismo.

 

Cosa però ci aiuta a prendere questa strada?
Ciò che si sente. 

 

Ma dobbiamo farlo sentire: perché il cambiamento che ha trovato forma dentro ognuno di noi e nelle nostre vite in famiglia e nel lavoro va rappresentato.

 

Dare ordine e priorità è oggi ciò che sentiamo dentro ma è anche quello che si domandano le Aziende e le Organizzazioni tutte, Politiche, Sociali: il PNRR ci da’ la forma delle strade che ci aspettano da percorrere nei prossimi tempi, ma noi dobbiamo dargli i senso; possiamo farlo solo se comunichiamo maniera chiara i nuovi bisogni.

 

La Diversity è proprio il punto d’incontro dove oggi si gioca la partita per realizzare e realizzarci, a qualcuno il compito di Vedere, a tutti quello di dare Voce.

 

Tendiamo l’orecchio.

 

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, come sta andando?
Siamo alla 7° Week della nostra Summer Edition.

 

La settimana scorsa, in compagnia di Federico Vigorelli Porro, abbiamo parlato di come la pandemia ha cambiato nel profondo il senso che diamo al lavoro ed alle relazioni – specialmente quelle con i brand e le aziende con cui ci interfacciamo. Ogni Customer Journey oggi costa fatica, perché l’informazione a nostra disposizione è maggiore. “Has Covid-19 created a new kind of customer?”, la risposta di Federico nel Touchpoint 66°↗

 

Oggi con noi Mariella Bruno
Owner | Diversity Opportunity

 

GO↓

Ciò che si vede e ciò che si sente

Colori, suoni, umori, emozioni che si avvicinano

 

Immaginiamo di tornare bambini e fissare meravigliati l’oblò della lavatrice girare vorticosamente durante la fase della centrifuga… Ci chiedevamo quale potenza potesse essere lanciata verso gli indumenti e quanto forte dovesse essere quel cestello per contenerli durante il lavaggio?!

 

La stessa emozione trasliamola sul piano di ciò che abbiamo vissuto negli ultimi 18 mesi che hanno cambiato il ciclo di vita dell’intera umanità, apportando un’accelerazione storica, culturale, tecnologica, scientifica di 10 anni: come se fossimo nel 2031 almeno.

 

Sono cambiate le tecnologie attraverso cui lavoriamo, con cui gestiamo le relazioni, attraverso le quali svolgiamo la nostra attività di cittadini e attori della vita sociale. Noi siamo cambiati: non ci riconosciamo nella nostra stessa immagine del febbraio 2020, ci sta’ stretta. Un cambiamento che ci ha modificato nelle attese verso la vita, verso l’impegno lavorativo, la famiglia e gli affetti tutti e che chiede di essere ascoltato: ora e forte.

 

Quando usiamo il termine Diversity ci vengono in mente colori, suoni, umori, emozioni che si avvicinano (non necessariamente s’incontrano o sfiorano) e che proprio per la forte caratterizzazione che identifica questo insieme (ricordate lo sguardo dentro l’Oblò?…) non si può non “guardare”.

Ciò che si vede

Una varianza che oggi è driver d’innovazione e creatività

 

La Diversità alla luce del ciclo di vita di un’Organizzazione prende la forma della varianza delle Persone che ci lavorano o che l’hanno costruita; dei clienti che scelgono i suoi prodotti o servizi, dei giovani che “sognano” di lavorarci, della catena dei fornitori degli stakeholders della società tutta.

 

Patrimonio tutto! 

 

Una varianza che oggi è driver d’innovazione e creatività, i mix di differenze amplificano l’ascolto verso il potenziale successo del prodotto sul mercato: più ci portiamo a bordo diversi punti di vista, ma anche esperienze, background di studi o di culture e più saremo in grado di cogliere interessi ancor prima che diventino manifesti.

 

Prendete i cercatori di Tendenze: vanno in giro per il mondo ad annusare ciò che conforta, attira, cambia in nuove forme, disseta i bisogni; questo va chiesto ai nostri team innovation e per metterli in grado di farlo va tenuta alta la % di varianza di stimoli.

 

Una diversità che legge tutte le diverse fasi della vita degli individui e conoscendone i bisogni li sostiene permettendogli di dare sempre il meglio verso tutto e tutti. Una diversità che è valore e che per questo si legge come “affidabilità” da parte di chi investe nel Mercato preferendo aziende che sebbene diffuse mantengano la qualità dei risultati e siano trasparenti in questo.

 

Una Diversità che è uguale a Impegno verso la società tutta e verso il pianeta: sostenibile ed etico nei fatti; direi nelle piccole e silenziose azioni che però coinvolgono e sono agite dalle Persone che ne fanno parte e che in questo si riconoscono e s’identificano. Una eterogeneità che non conosce il termine discriminazione ma dove ognuno è chiamato a “dare” e “Fare” la valorizzazione della diversità, perché questa è impegno di tutti perché atterri in un cambiamento vero. I Board, i manager, i leader, ma non basta: se chiedessimo solo a loro cadremmo di nuovo nell’errore di attenderci le “buone cose” da qualcun altro: e invece tocca a noi partire.

Ciò che si sente

Il PNRR ci da’ la forma delle strade che ci aspettano da percorrere

 

…. Parto da qui.

 

Negli anni di esperienza fatta accompagnando Organizzazioni e aziende nella realizzazione di Diversity Plan mi sono accorta che la spinta all’attenzione al tema viene nella maggior parte dei casi da Manager HR che sono per vocazione attenti a cogliere i needs.

 

Più raro che il bisogno venga da settori come le Vendite, gli Acquisti o la Logistica; eppure l’opportunità della valorizzazione impatta a 360° su tutti i segmenti dell’azienda. La Pubblicità di prodotti inclusivi vende di più, lo sappiamo.

 

Ma abbiamo mai considerato che l’orgoglio dei nostri colleghi nel raccontare il valore che la propria azienda da’ al contributo di tutti coinvolge ed emoziona più di tanti post o spot?

 

La scelta di un fornitore allineato alle Policy delle aziende richiede una forte attenzione; ma perché non adottare un albo di fornitori di cooperative sociali? Un impegno di valore sociale e di restituzione che identifica chi la fa come azienda protagonista nella rete di Valore.

 

Potrei continuare con tutti gli altri dipartimenti ma ormai è chiaro il meccanismo.

 

Cosa però ci aiuta a prendere questa strada?
Ciò che si sente. 

 

Ma dobbiamo farlo sentire: perché il cambiamento che ha trovato forma dentro ognuno di noi e nelle nostre vite in famiglia e nel lavoro va rappresentato.

 

Dare ordine e priorità è oggi ciò che sentiamo dentro ma è anche quello che si domandano le Aziende e le Organizzazioni tutte, Politiche, Sociali: il PNRR ci da’ la forma delle strade che ci aspettano da percorrere nei prossimi tempi, ma noi dobbiamo dargli i senso; possiamo farlo solo se comunichiamo maniera chiara i nuovi bisogni.

 

La Diversity è proprio il punto d’incontro dove oggi si gioca la partita per realizzare e realizzarci, a qualcuno il compito di Vedere, a tutti quello di dare Voce.

 

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