Buondì, spero vada tutto per il meglio.
Secondo te, la realtà virtuale, avrà davvero successo?

 

Come avrai capito, difficilmente mi piace trattare e inseguire i trend, a meno che non abbiano un impatto immediato, in particolare modo nella cultura. Non per superiorità, ma perché viviamo quotidianamente all’interno di “bolle”, perciò ritengo esoso rendere questo spazio condiviso un amplificatore di questa condizione.

 

Non prenderla come un “mettere le mani avanti”, ma in questa settimana, sono stato talmente bombardato, che mi è stato impossibile contaminarmi con altro e sprigionare una creatività degna della tua lettura. Sai anche questo, il Remarks è un diario aperto, se vedi nero, difficilmente trasmetti bianco.

 

Oggi, parliamo di Metaverso, mi dispiace.
Ma è una riflessione che mi è nata leggendo un articolo che indagava se realmente la diagnosi è sufficiente per guidare gli interventi sulla salute mentale.

 

Alla fine, è nata una crasi interessante.
Si riassume con il Modello a 5P di Macneil’s.

 

GO↓

Coupon Gift

La piattaforma digitale per gestire tutte le app che utilizziamo per organizzare gli impegni di ogni giorno: dal calendario alle e-mail, alle applicazioni gestionali, al motore di ricerca.

→ 30% per 3 mesi ←

La Causa Principale

Non esiste mai la vera radice del problema.

 

Sebbene la diagnosi sia stata tradizionalmente considerata un concetto essenziale in medicina, il suo uso è limitato nell’ambito della salute mentale. Il concetto di formulazione del caso clinico sostiene il lavoro collaborativo con i pazienti per identificare gli aspetti idiosincratici della loro presentazione e selezionare gli interventi su questa base.

 

Identificare i fattori che contribuiscono individualmente e come questi potrebbero influenzare la presentazione della persona, oltre a prestare attenzione ai punti di forza personali, può consentire al medico una comprensione più profonda di un paziente, portare a un approccio terapeutico più personalizzato e potenzialmente fornire un risultato clinico migliore.

 

Questo è un riassunto (spero al meglio) della lettura che mi ha stimolato.
Ora arriva il bello, mi sono chiesto:  Cosa dovrebbe contenere una formulazione?

 

Nonostante alcune differenze tra gli orientamenti teorici, esistono alcuni temi chiave attorno al contenuto delle formulazioni, con uno degli approcci più popolari che utilizza le “Cinque P”, che sono:

  • Presentazione del problema
    non è solo l’impatto centrale, ma anche le sue conseguenze più ampie.
  • Fattori predisponenti
    sono le cose che hanno innescato l’incidente.
  • Fattori precipitanti
    sono le cose che hanno portato l’incidente a continuare (o peggiorare).
  • Fattori perpetuanti
    sono le cose di vecchia data che hanno reso più probabile che si verificasse
  • Fattori protettivi/positivi
    sono altri fattori rilevanti per il risultato.

 

Questa dovrebbe essere la Checklist di qualsiasi Introspective Model.
Se ci pensi, uno dei problemi nell’eseguire l’“analisi della causa principale” all’interno di sistemi complessi è che non c’è quasi  mai  “una cosa negativa” che è veramente alla radice del problema, e parlare dell’incidente come se ci fosse non è probabilmente produttivo. È importante identificare l’intera gamma di fattori che contribuiscono per eliminare i rischi del sistema nel suo insieme.

 

Quindi, se ci pensiamo, potremmo andare dalla gestione tradizionale dei problemi ITIL, al perché il mio lavandino perde l’acqua, o perché cambio lavoro anche se non mi rende felice. Se lo provi nella tua routine, fammi sapere.

 

Io mi sono divertito ad iniziare il Pre- Mortem del Metaverso.

Metaverso Fallimentare

Catobi Alias Sebastian Contrario.

 

Metto le mani avanti questa volta: da qui in avanti è una mia opinione personale e dunque non fondata su ricerche attendibili, ma grazie per la fiducia che mi darai.

 

Parliamo di realtà virtuale, bene o male per come la conosciamo oggi ( leggiti Artificial Reality II di Myron W. Krueger del 1991↗ ), da decenni, l’idea è incredibilmente seducente, sembra funzionare e che sia sempre più vicino il momento della sua massima espansione. Questo, in verità, nella nicchia virtuale è già successo. Ma siamo sicuri che un Metaverso quotidiano, che diventa spazio di lavoro e di gioco comune, sia davvero così vicino a diventare la nostra Routine come il nostro feed di LinkedIn sembra prospettare?

 

Io sono un po’ scettico sinceramente, ma forse, in parte, me lo auguro.
Seguendo il Modello a 5P di Macneil’s, ho evidenziato 5 punti di questo ritardo.

 

Gaming World: non sono mai stato amante dei videogiochi, ma ho amici infognati male e so per certo che non usano e amano gli HMD. Chiedendo a loro il tasso di utilizzo, mi risulta che solo il 2% abbia un visore.

 

Mia considerazione: La tecnologia potrebbe migliorare, ma le persone che hanno maggiori probabilità di immergersi per prime nel metaverso immersivo, non lo sono. Perchè dovrei farlo io o l’amministratore delegato del tuo Love Brand?

 

Wall Street Snob: ripeto non sono un esperto del settore, ma mi sembra che, al momento, il mercato importante, quello dove le grandi banche stanno investendo, sia l’IA, Blockchain in particolare modo.

 

Mia considerazione: a meno che qualche banchiere non si metta a smanettare con la VR, conviene realmente investire nella VR, se il settore con più soldi non lo fa? Forse si, ma è giusto chiederselo.

 

CEO Not Compliant: l’80% di coloro che leggono questo Remarks sono C-Level, tra di loro il 67% sono AD. La maggioranza schiacciante non usa VR, ma non è tutto. La stessa ritiene che acquisterebbe qualsiasi tecnologia seriamente preziosa per generare un vantaggio nel loro lavoro.

 

Mia considerazione: è un % irrisoria per la globalità (2,4k), ma pensiamoci un secondo: a distanza di anni dal lancio, quanti CEO, utilizzano Vive o Oculus? Ma nemmeno Mark dai. Te lo immagini lavorare tutto il giorno addobbato da mille apparecchiature? ( Se poi hai una foto, mandala pure.)

 

Covid-19: sempre lui, si.

 

Mia considerazione: sono due anni che ci lamentiamo di indossare mascherine per proteggersi da un virus Killer. Eppure è anche morbida, leggere e ti salva la vita. Mi chiedo: Quali sono le possibilità che tutti noi si sia in grado di indossare dispositivi, molto più pesanti, tutto il giorno, sugli occhi per rendere le riunioni leggermente meno noiose? Poi per carità, l’incoerenza umana è imprevedibile.

 

Questo è il mio asso nella manica, abbatti obiezioni:

 

“È importante sottolineare che le formulazioni dovrebbero essere flessibili e dovrebbero incorporare nuove informazioni man mano che emergono. 

 

[…] la valutazione e il trattamento sono un processo continuo di proposta, verifica, rivalutazione, revisione, rifiuto e creazione di nuove formulazioni”

 

Ma mi gioco volentieri una birra offerta nel Metaverso.

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, spero vada tutto per il meglio.
Secondo te, la realtà virtuale, avrà davvero successo?

 

Come avrai capito, difficilmente mi piace trattare e inseguire i trend, a meno che non abbiano un impatto immediato, in particolare modo nella cultura. Non per superiorità, ma perché viviamo quotidianamente all’interno di “bolle”, perciò ritengo esoso rendere questo spazio condiviso un amplificatore di questa condizione.

 

Non prenderla come un “mettere le mani avanti”, ma in questa settimana, sono stato talmente bombardato, che mi è stato impossibile contaminarmi con altro e sprigionare una creatività degna della tua lettura. Sai anche questo, il Remarks è un diario aperto, se vedi nero, difficilmente trasmetti bianco.

 

Oggi, parliamo di Metaverso, mi dispiace.
Ma è una riflessione che mi è nata leggendo un articolo che indagava se realmente la diagnosi è sufficiente per guidare gli interventi sulla salute mentale.

 

Alla fine, è nata una crasi interessante.
Si riassume con il Modello a 5P di Macneil’s.

 

GO↓

Coupon Gift

La piattaforma digitale per gestire tutte le app che utilizziamo per organizzare gli impegni di ogni giorno: dal calendario alle e-mail, alle applicazioni gestionali, al motore di ricerca.

→ 30% per 3 mesi ←

La Causa Principale

Non esiste mai la vera radice del problema.

 

Sebbene la diagnosi sia stata tradizionalmente considerata un concetto essenziale in medicina, il suo uso è limitato nell’ambito della salute mentale. Il concetto di formulazione del caso clinico sostiene il lavoro collaborativo con i pazienti per identificare gli aspetti idiosincratici della loro presentazione e selezionare gli interventi su questa base.

 

Identificare i fattori che contribuiscono individualmente e come questi potrebbero influenzare la presentazione della persona, oltre a prestare attenzione ai punti di forza personali, può consentire al medico una comprensione più profonda di un paziente, portare a un approccio terapeutico più personalizzato e potenzialmente fornire un risultato clinico migliore.

 

Questo è un riassunto (spero al meglio) della lettura che mi ha stimolato.
Ora arriva il bello, mi sono chiesto:  Cosa dovrebbe contenere una formulazione?

 

Nonostante alcune differenze tra gli orientamenti teorici, esistono alcuni temi chiave attorno al contenuto delle formulazioni, con uno degli approcci più popolari che utilizza le “Cinque P”, che sono:

  • Presentazione del problema
    non è solo l’impatto centrale, ma anche le sue conseguenze più ampie.
  • Fattori predisponenti
    sono le cose che hanno innescato l’incidente.
  • Fattori precipitanti
    sono le cose che hanno portato l’incidente a continuare (o peggiorare).
  • Fattori perpetuanti
    sono le cose di vecchia data che hanno reso più probabile che si verificasse
  • Fattori protettivi/positivi
    sono altri fattori rilevanti per il risultato.

 

Questa dovrebbe essere la Checklist di qualsiasi Introspective Model.
Se ci pensi, uno dei problemi nell’eseguire l’“analisi della causa principale” all’interno di sistemi complessi è che non c’è quasi  mai  “una cosa negativa” che è veramente alla radice del problema, e parlare dell’incidente come se ci fosse non è probabilmente produttivo. È importante identificare l’intera gamma di fattori che contribuiscono per eliminare i rischi del sistema nel suo insieme.

 

Quindi, se ci pensiamo, potremmo andare dalla gestione tradizionale dei problemi ITIL, al perché il mio lavandino perde l’acqua, o perché cambio lavoro anche se non mi rende felice. Se lo provi nella tua routine, fammi sapere.

 

Io mi sono divertito ad iniziare il Pre- Mortem del Metaverso.

Metaverso Fallimentare

Catobi Alias Sebastian Contrario.

 

Metto le mani avanti questa volta: da qui in avanti è una mia opinione personale e dunque non fondata su ricerche attendibili, ma grazie per la fiducia che mi darai.

 

Parliamo di realtà virtuale, bene o male per come la conosciamo oggi ( leggiti Artificial Reality II di Myron W. Krueger del 1991↗ ), da decenni, l’idea è incredibilmente seducente, sembra funzionare e che sia sempre più vicino il momento della sua massima espansione. Questo, in verità, nella nicchia virtuale è già successo. Ma siamo sicuri che un Metaverso quotidiano, che diventa spazio di lavoro e di gioco comune, sia davvero così vicino a diventare la nostra Routine come il nostro feed di LinkedIn sembra prospettare?

 

Io sono un po’ scettico sinceramente, ma forse, in parte, me lo auguro.
Seguendo il Modello a 5P di Macneil’s, ho evidenziato 5 punti di questo ritardo.

 

Gaming World: non sono mai stato amante dei videogiochi, ma ho amici infognati male e so per certo che non usano e amano gli HMD. Chiedendo a loro il tasso di utilizzo, mi risulta che solo il 2% abbia un visore.

 

Mia considerazione: La tecnologia potrebbe migliorare, ma le persone che hanno maggiori probabilità di immergersi per prime nel metaverso immersivo, non lo sono. Perchè dovrei farlo io o l’amministratore delegato del tuo Love Brand?

 

Wall Street Snob: ripeto non sono un esperto del settore, ma mi sembra che, al momento, il mercato importante, quello dove le grandi banche stanno investendo, sia l’IA, Blockchain in particolare modo.

 

Mia considerazione: a meno che qualche banchiere non si metta a smanettare con la VR, conviene realmente investire nella VR, se il settore con più soldi non lo fa? Forse si, ma è giusto chiederselo.

 

CEO Not Compliant: l’80% di coloro che leggono questo Remarks sono C-Level, tra di loro il 67% sono AD. La maggioranza schiacciante non usa VR, ma non è tutto. La stessa ritiene che acquisterebbe qualsiasi tecnologia seriamente preziosa per generare un vantaggio nel loro lavoro.

 

Mia considerazione: è un % irrisoria per la globalità (2,4k), ma pensiamoci un secondo: a distanza di anni dal lancio, quanti CEO, utilizzano Vive o Oculus? Ma nemmeno Mark dai. Te lo immagini lavorare tutto il giorno addobbato da mille apparecchiature? ( Se poi hai una foto, mandala pure.)

 

Covid-19: sempre lui, si.

 

Mia considerazione: sono due anni che ci lamentiamo di indossare mascherine per proteggersi da un virus Killer. Eppure è anche morbida, leggere e ti salva la vita. Mi chiedo: Quali sono le possibilità che tutti noi si sia in grado di indossare dispositivi, molto più pesanti, tutto il giorno, sugli occhi per rendere le riunioni leggermente meno noiose? Poi per carità, l’incoerenza umana è imprevedibile.

 

Questo è il mio asso nella manica, abbatti obiezioni:

 

“È importante sottolineare che le formulazioni dovrebbero essere flessibili e dovrebbero incorporare nuove informazioni man mano che emergono. 

 

[…] la valutazione e il trattamento sono un processo continuo di proposta, verifica, rivalutazione, revisione, rifiuto e creazione di nuove formulazioni”

 

Ma mi gioco volentieri una birra offerta nel Metaverso.

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Il nutrimento della tua strategia di Business
Tutti i lunedì mattina alle 9.00
Nella tua Inbox. È gratis
Metodi e strumenti per abilitare l’innovazione nella tua azienda

    Accetto la privacy di Catobi