Buondì, e buon inizio settimana.
Cosa ci sta insegnando Sanremo?

 

Prima di rispondere a questa domanda, dobbiamo dare un po’ di contesto. Negli ultimi due anni la Comunicazione ha preso un posto in 1° piano.

 

Le piattaforme digitali che avevamo cercato di spingere per anni sono diventate improvvisamente obbligatorie, le newsletter per le quali abbiamo lavorato duramente per promuovere servizi e prodotti sono diventate la lettura quotidiana di tutti e le % di clic di messaggi che prima avremo ignorato, sono andate alle stelle.

 

Insomma, tutti abbiamo fatto affidamento su di noi non solo per sapere cosa stava succedendo, ma anche per capire come svolgere il proprio lavoro. Tuttavia, mentre usciamo lentamente dalla pandemia ( 🤞 ), c’è un enorme senso di stanchezza da messaggio. Specialmente quelli legati alla pandemia.

 

Dopo tassi di consumo così elevati, abbiamo bisogno di una pausa. Quindi, come possiamo assicurarci che quei messaggi critici continuino a essere trasmessi?

Le risposte sono almeno 4/5, ma vorrei concentrarmi su una, che con Sanremo sta diventando sempre più evidente, (alimentato anche da un K-factor culturale assoluto) ma che in poche organizzazioni è realmente assodata.

 

Ottimizzare il mix di canali.

 

GO↓

Message Fatigue

Zero-Based Prioritization

 

Stavo ascoltando Cachemire incontra Netflix”, con Matilda De Angelis, link→
Se non lo hai già visto e vuoi farti due risate, te lo consiglio, è la testimonianza palese di come sia cambiato tutto, anche nel dietro le quinte del Festival, in un solo anno, anche se ci sono cose che ti riportano indietro di 100 anni. Ma tralasciamo giudizi personali e critiche e andiamo al sodo.

 

In un anno le mutevoli esigenze dei consumatori, hanno reso obsoleti il 90% dei progetti di marketing dell’anno scorso e forse quelli preventivati per il 2022. Ma ho apprezzato due cose sinceramente: la felice riuscita di sfruttare l’R&D altrui con il FantaSanremo, e la voglia di garantire un portafoglio di progetti marketing sempre aggiornato. E questo ha scatenato in me, la prima domanda:

 

Quante organizzazioni sfruttano la Zero-Based Prioritization per allineare i propri progetti con le esigenze dei consumatori?

 

La riprova è rispondere a queste domande:

 

→ No°1: Con quale cadenza fissi le riunioni per dare priorità ai progetti in base all’impatto delle esigenze dei clienti sul valore stesso del progetto?

 

→ No°2: Quante volte ri-definisci i criteri per valutare i progetti esistenti, escludendo: giustificazione commerciale, % di completamento e grado di partecipazione degli stakeholder?

 

→ No°3: Imposti discussioni individuali con gli Owner di progetto, ponendo domande che scoprano l’impatto dei cambiamenti, per incoraggiare il taglio e non soltanto la messa in pausa di progetti poco lungimiranti, se necessario?

 

→ No°4: Stai impedendo un consumo elevato delle risorse che non soddisfano: l’aumento delle entrate per Q, la facilità di esecuzione, e il desiderio/necessità del cliente?

 

Mi piacerebbe confrontarmi con te sulle risposte, se ti va, scrivimi→
Ecco, sono felice di aver visto questo sforzo dietro al Festival e devo dire che anche la governance sui Social Media è stata interessante. Perché?

Experience Across Social

Paid, Owned, Earned & Shared

 

Due cose che abbiamo detto tante volte: il tempo dei consumatori sui social media è aumentato e gli utenti stanno assorbendo più contenuti digitali che mai.

 

Il social media marketing è un panorama complesso, in cui le aspettative dei consumatori spesso si scontrano con approcci di pianificazione disgiunti. Ciò è aggravato dalla mancanza di trasparenza dei dati delle piattaforme e dagli algoritmi in continua evoluzione.

 

La mia personale opinione è che quest’anno, ci sia stato un salto di qualità.
Credo che a Sanremo abbiano creato Team interfunzionali per garantire che la loro presenza sui social fosse unificata su tutti i social, inclusi i media: Paid, Owned, Earned e Shared.  Mi sono divertito ad immaginarmi dentro a questo T-Shaped Team e mi sono fatto questa domanda:

 

Come avranno ottenuto questa uniformità e come poterla trasferire e renderla scalabile in altre realtà?

 

→ No°1: Guidelines e Coerenza

  • I consumatori esigono coerenza dai Brand, anche dove la proprietà delle comunicazioni è disgiunta.
  • La chiave per una pipeline di contenuti di successo è pianificare in modo più intelligente per garantire il contenuto giusto, sul canale giusto, nel formato giusto e al momento giusto.
  • Abbatti i silos nei tuoi team social e non solo. Organizza stand-up settimanali (o giornalieri) per assicurarti che ciò che vuoi dire sia ancora rilevante. Utilizza calendari editoriali condivisi in modo che i team abbiano una visione della pianificazione e della pubblicazione.

 

→ No°2: Community & UGC

  • Entra a far parte della conversazione che conta per i tuoi clienti. Ascolta i tuoi clienti.
  • Dai voce ai tuoi clienti nel tuo brand e sfrutta UGC per creare fiducia. Le persone vogliono sapere quanto è eccezionale il tuo brand dalle altre persone, non da te.
  • Scopri quali influencer sono giusti per te e perché. Possono aiutarti a raggiungere un pubblico diversificato; creano contenuti fantastici?

 

→ No°3: Connection & Attention

  • L’allineamento dei social media durante l’intero percorso del cliente aiuta a rafforzare l’autenticità e l’affidabilità del tuo brand, il che è più importante che mai in tempi di incertezza.
  • Considera quanto lontano possono arrivare i tuoi clienti sui social. Non possono sempre acquistare sulla piattaforma.  Pianifica contenuti e CTA per aiutarli ad avvicinarsi a una decisione.

 

→ No°4: Strategy Objective

  • Coinvolgi i tuoi clienti più attivi, e li raddoppierai. La più grande opportunità nei social è che puoi essere davvero specifico per le esigenze dei tuoi clienti.
  • Fornisci loro contenuti utili, che rispondano ai bisogni e ai punti deboli.

 

Ci sono più persone sui social media rispetto al passato e questi utenti creano più contenuti che mai.

 

Devi fornire intrattenimento, utilità, conversazione o una combinazione di tutti e tre per rimanere rilevante per i consumatori. Devi supportare un’esperienza coerente per creare fiducia e aiutare i tuoi clienti a raggiungere i loro obiettivi.

 

Che poi sono stati i tuoi Baudi.

Takeaways

Il manuale dell’inserzionista.

 

Sarò breve, cosa ho imparato da tutta questa diatriba?

 

Disclaimer: Non ci sono regole rigide e veloci e la creatività dipende sia dal tuo messaggio che dal tuo brand. Ma ricordare la realtà dell’attenzione – che è selettiva, finita e volontaria – può aiutare nel briefing e nello sviluppo creativo.

 

→ Selettivo

I tuoi annunci devono lottare per attirare l’attenzione, non solo contro gli altri annunci, ma anche contro tutto ciò che le persone potrebbero guardare. Quindi abbiamo progettato annunci visivi semplici, che si distinguessero da qualsiasi Feed, compreso il nostro.

 

→ Finito

L’attenzione delle persone è limitata, con la maggior parte degli annunci, nella maggior parte dei media, che generano solo pochi secondi di attenzione. Devi adattare il tuo messaggio a questo budget di tempo. Quindi sono uscito, ho fatto una girata, ho smesso di guardare cosa facevano quelli del nostro CRM, e ho guardato come comunica chi fa OOH (Out of Home). Molto utile 😉

 

→ Volontario

Le persone non devono guardare i tuoi annunci e spesso non lo fanno. Ho rotto letteralmente le scatole a Sharon (Head of Content), che ringrazio, perchè sviluppare un annuncio che vale la pena guardare, non significare essere pignolo.

 

La disponibilità mentale all’attenzione, varia con il cambiamento della quota di mercato. Se il tuo punteggio di disponibilità aumenta, aumenterà anche la tua quota di mercato e anche il contrario.

 

È il costo della tua attenzione.

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, e buon inizio settimana.
Cosa ci sta insegnando Sanremo?

 

Prima di rispondere a questa domanda, dobbiamo dare un po’ di contesto. Negli ultimi due anni la Comunicazione ha preso un posto in 1° piano.

 

Le piattaforme digitali che avevamo cercato di spingere per anni sono diventate improvvisamente obbligatorie, le newsletter per le quali abbiamo lavorato duramente per promuovere servizi e prodotti sono diventate la lettura quotidiana di tutti e le % di clic di messaggi che prima avremo ignorato, sono andate alle stelle.

 

Insomma, tutti abbiamo fatto affidamento su di noi non solo per sapere cosa stava succedendo, ma anche per capire come svolgere il proprio lavoro. Tuttavia, mentre usciamo lentamente dalla pandemia ( 🤞 ), c’è un enorme senso di stanchezza da messaggio. Specialmente quelli legati alla pandemia.

 

Dopo tassi di consumo così elevati, abbiamo bisogno di una pausa. Quindi, come possiamo assicurarci che quei messaggi critici continuino a essere trasmessi?

Le risposte sono almeno 4/5, ma vorrei concentrarmi su una, che con Sanremo sta diventando sempre più evidente, (alimentato anche da un K-factor culturale assoluto) ma che in poche organizzazioni è realmente assodata.

 

Ottimizzare il mix di canali.

 

GO↓

Message Fatigue

Zero-Based Prioritization

 

Stavo ascoltando Cachemire incontra Netflix”, con Matilda De Angelis, link→
Se non lo hai già visto e vuoi farti due risate, te lo consiglio, è la testimonianza palese di come sia cambiato tutto, anche nel dietro le quinte del Festival, in un solo anno, anche se ci sono cose che ti riportano indietro di 100 anni. Ma tralasciamo giudizi personali e critiche e andiamo al sodo.

 

In un anno le mutevoli esigenze dei consumatori, hanno reso obsoleti il 90% dei progetti di marketing dell’anno scorso e forse quelli preventivati per il 2022. Ma ho apprezzato due cose sinceramente: la felice riuscita di sfruttare l’R&D altrui con il FantaSanremo, e la voglia di garantire un portafoglio di progetti marketing sempre aggiornato. E questo ha scatenato in me, la prima domanda:

 

Quante organizzazioni sfruttano la Zero-Based Prioritization per allineare i propri progetti con le esigenze dei consumatori?

 

La riprova è rispondere a queste domande:

 

→ No°1: Con quale cadenza fissi le riunioni per dare priorità ai progetti in base all’impatto delle esigenze dei clienti sul valore stesso del progetto?

 

→ No°2: Quante volte ri-definisci i criteri per valutare i progetti esistenti, escludendo: giustificazione commerciale, % di completamento e grado di partecipazione degli stakeholder?

 

→ No°3: Imposti discussioni individuali con gli Owner di progetto, ponendo domande che scoprano l’impatto dei cambiamenti, per incoraggiare il taglio e non soltanto la messa in pausa di progetti poco lungimiranti, se necessario?

 

→ No°4: Stai impedendo un consumo elevato delle risorse che non soddisfano: l’aumento delle entrate per Q, la facilità di esecuzione, e il desiderio/necessità del cliente?

 

Mi piacerebbe confrontarmi con te sulle risposte, se ti va, scrivimi→
Ecco, sono felice di aver visto questo sforzo dietro al Festival e devo dire che anche la governance sui Social Media è stata interessante. Perché?

Experience Across Social

Paid, Owned, Earned & Shared

 

Due cose che abbiamo detto tante volte: il tempo dei consumatori sui social media è aumentato e gli utenti stanno assorbendo più contenuti digitali che mai.

 

Il social media marketing è un panorama complesso, in cui le aspettative dei consumatori spesso si scontrano con approcci di pianificazione disgiunti. Ciò è aggravato dalla mancanza di trasparenza dei dati delle piattaforme e dagli algoritmi in continua evoluzione.

 

La mia personale opinione è che quest’anno, ci sia stato un salto di qualità.
Credo che a Sanremo abbiano creato Team interfunzionali per garantire che la loro presenza sui social fosse unificata su tutti i social, inclusi i media: Paid, Owned, Earned e Shared.  Mi sono divertito ad immaginarmi dentro a questo T-Shaped Team e mi sono fatto questa domanda:

 

Come avranno ottenuto questa uniformità e come poterla trasferire e renderla scalabile in altre realtà?

 

→ No°1: Guidelines e Coerenza

  • I consumatori esigono coerenza dai Brand, anche dove la proprietà delle comunicazioni è disgiunta.
  • La chiave per una pipeline di contenuti di successo è pianificare in modo più intelligente per garantire il contenuto giusto, sul canale giusto, nel formato giusto e al momento giusto.
  • Abbatti i silos nei tuoi team social e non solo. Organizza stand-up settimanali (o giornalieri) per assicurarti che ciò che vuoi dire sia ancora rilevante. Utilizza calendari editoriali condivisi in modo che i team abbiano una visione della pianificazione e della pubblicazione.

 

→ No°2: Community & UGC

  • Entra a far parte della conversazione che conta per i tuoi clienti. Ascolta i tuoi clienti.
  • Dai voce ai tuoi clienti nel tuo brand e sfrutta UGC per creare fiducia. Le persone vogliono sapere quanto è eccezionale il tuo brand dalle altre persone, non da te.
  • Scopri quali influencer sono giusti per te e perché. Possono aiutarti a raggiungere un pubblico diversificato; creano contenuti fantastici?

 

→ No°3: Connection & Attention

  • L’allineamento dei social media durante l’intero percorso del cliente aiuta a rafforzare l’autenticità e l’affidabilità del tuo brand, il che è più importante che mai in tempi di incertezza.
  • Considera quanto lontano possono arrivare i tuoi clienti sui social. Non possono sempre acquistare sulla piattaforma.  Pianifica contenuti e CTA per aiutarli ad avvicinarsi a una decisione.

 

→ No°4: Strategy Objective

  • Coinvolgi i tuoi clienti più attivi, e li raddoppierai. La più grande opportunità nei social è che puoi essere davvero specifico per le esigenze dei tuoi clienti.
  • Fornisci loro contenuti utili, che rispondano ai bisogni e ai punti deboli.

 

Ci sono più persone sui social media rispetto al passato e questi utenti creano più contenuti che mai.

 

Devi fornire intrattenimento, utilità, conversazione o una combinazione di tutti e tre per rimanere rilevante per i consumatori. Devi supportare un’esperienza coerente per creare fiducia e aiutare i tuoi clienti a raggiungere i loro obiettivi.

 

Che poi sono stati i tuoi Baudi.

Takeaways

Il manuale dell’inserzionista.

 

Sarò breve, cosa ho imparato da tutta questa diatriba?

 

Disclaimer: Non ci sono regole rigide e veloci e la creatività dipende sia dal tuo messaggio che dal tuo brand. Ma ricordare la realtà dell’attenzione – che è selettiva, finita e volontaria – può aiutare nel briefing e nello sviluppo creativo.

 

→ Selettivo

I tuoi annunci devono lottare per attirare l’attenzione, non solo contro gli altri annunci, ma anche contro tutto ciò che le persone potrebbero guardare. Quindi abbiamo progettato annunci visivi semplici, che si distinguessero da qualsiasi Feed, compreso il nostro.

 

→ Finito

L’attenzione delle persone è limitata, con la maggior parte degli annunci, nella maggior parte dei media, che generano solo pochi secondi di attenzione. Devi adattare il tuo messaggio a questo budget di tempo. Quindi sono uscito, ho fatto una girata, ho smesso di guardare cosa facevano quelli del nostro CRM, e ho guardato come comunica chi fa OOH (Out of Home). Molto utile 😉

 

→ Volontario

Le persone non devono guardare i tuoi annunci e spesso non lo fanno. Ho rotto letteralmente le scatole a Sharon (Head of Content), che ringrazio, perchè sviluppare un annuncio che vale la pena guardare, non significare essere pignolo.

 

La disponibilità mentale all’attenzione, varia con il cambiamento della quota di mercato. Se il tuo punteggio di disponibilità aumenta, aumenterà anche la tua quota di mercato e anche il contrario.

 

È il costo della tua attenzione.

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

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