Buondì, e buon lunedì.
Irradiamo di autenticità le giornate più buie di sempre. Ti va?

 

Mi sarei voluto soffermare per riflettere insieme dell’atrocità che ci sta circondando, ma poi ho pensato che soffermarsi, significa fermarsi per breve tempo, e invece credo ora si debba agire, e farlo più velocemente possibile. Ognuno di noi può farlo, e noi qui, oggi, vogliamo pensare al futuro.

 

Per questo ho deciso di non fermare questa pubblicazione e affrontare un tema presente in ciascuna organizzazione, in ciascun mercato e in tanti aspetti nella nostra quotidianità e anche in questa guerra senza senso.

 

Tutto nasce dallo SPAM, “Messaggio indesiderato” dice la Treccani. Questa settimana, sono successi due eventi apparentemente disconnessi: ho ricevuto una telefonata dove è stato messo in dubbio il valore e l’autenticità di questo progetto e ho finalmente aperto la mia posta indesiderata e dentro ho trovato la newsletter di Scandellari, che non leggevo almeno da un anno e mezzo.

 

Come potrai capire sono realmente due messaggi indesiderati. Il primo perché mette in discussione (a prescindere dalla fonte o dall’accusa) ciò che vivi e tendenzialmente è scomodo, la seconda forse per la deliverability.

 

Ma in entrambi i casi, non c’è nulla di realmente indesiderato e a tutto ciò, pensa un po’, si collegano anche Crypto, Metaverso e NFT.

 

Non voglio creare Hype.
Dico che l’economia è sempre più basata sulla conoscenza. 

 

GO↓

In pochi vincono

Per il restante ci sono i numeri

 

La concentrazione nella maggior parte dei mercati è aumentata, perché le famose “frontier firms” hanno conquistato una quota di mercato sempre maggiore. Il risultato è la meno concorrenza, ottenuta di norma, attraverso:

  • Acquisizione o fusioni di PMI o Start-up, prima che diventino minacce
  • Uso del potere di determinazione dei prezzi, per fare fuori la concorrenza
  • Capacità di investire nell’ammanicarsi, detta brutalmente

 

In sostanza, chi ha vinto e continua a farlo ha cambiato il modo in cui decidono dove e in quale forma competere. E quello che dovremmo chiederci è: cosa possiamo imparare da chi ci sta riuscendo?  

 

Qui vorrei inserire un inciso, quello di Skande:

 

“Differenziarsi dai concorrenti, tranne in rari cari, è quasi impossibile. […] quando i concorrenti notano che hai avuto una buona idea che genera interesse e fatturato, iniziano ad imitarla, offrendo al mercato alternative molto simili. La stessa cosa accade tra i professionisti […] “

 

Riccardo continua, dicendo:

 

“[…] chiedevo quali fossero i punti di forza dell’azienda o in cosa si differenziasse la loro offerta dalla concorrenza, ho ottenuto sempre le medesime risposte: “Il nostro è il migliore servizio/prodotto sulla piazza”, “Siamo innovativi”, “Abbiamo i prezzi più bassi” o “Ci siamo dal 1960”. Qualità che il bar che ho sotto l’ufficio potrebbe decantare.”

 

Alla fine dice che possono copiarti tutto, tranne: Risultati, i Valori Etici ed Ego.

 

Sono pienamente d’accordo, perché l’economia moderna è un economia immateriale.  Crea più valore l’investimento in beni immateriali rispetto a beni tangibili e la spesa si è spostata di conseguenza. I beni immateriali, possono includere diverse attività, tra le quali:

  • Branding
  • Valori aziendali
  • Buona volontà
  • Proprietà intellettuale
  • Relazioni chiave
  • Know-how
  • Ricerca e sviluppo
  • Software
  • etc…

 

Quindi, se dovessi emulare qualcuno, emulerei chi è riuscito a costruire una architettura economica digitale in grado di aiutare la propria organizzazione a cambiare il modo in cui investe il proprio capitale. Tutto il resto sono numeri.

 

Emulerei quelle organizzazioni dove l’entusiasmo e la passione accendono i collaboratori, deliziano i clienti e brillano per gli investitori. Che hanno saputo rispondere a: Cosa perderebbe il mondo se la tua azienda scomparisse?”  

 

La verità dei fatti è che le aziende vincenti sono guidate da uno scopo, raggiungono risultati migliori e ottengono di più grazie ad esso. I concorrenti si chiedono dove possono ottenere un po’ di quella magia e come potrebbero cospargerla, ma non ci riescono e allora spesso provano strade meno sane.

 

Se questa è la tua aspettativa, preparati a fallire, ne conseguono scarsi risultati quando lo scopo diventa un lavoro di patch, non può essere un collage di foto.

 

Skande ha ragione, ma oltre a Risultati, i Valori Etici ed Ego, ne aggiungerei alcuni e ne darei anche un altra definizione, che poi è quella seguita per creare il nostro di scopo. Per me sono 5 gli elementi principali:

 

→ Strategia:
la scelta su “dove e come giocare” che fai per servire al meglio le tue persone

 

→ Persone e Cultura:
il talento e la sua gestione all’interno della tua organizzazione

 

→ Modelli Operativi:
i processi operativi che si adattano per raggiungere gli obiettivi legati allo scopo; i modi in cui ti assicuri che il comportamento su e giù per la tua catena del valore sia in linea con il tuo scopo

 

→ Metriche:
le metriche e gli incentivi che utilizzi per misurare ciò che desideri ottenere, i progressi della tua azienda e il modo in cui crei e distribuisci gli incentivi per rendere tangibile lo scopo della tua organizzazione

 

→ Coinvolgimento:
rendere coerente a 360° il tuo scopo.

 

Il bullet point che possiamo avere forse è infinito. Ma siamo in missione per capire cosa funziona e come spiegare questa conoscenza in modo che altri possano seguirla. Questo è il nostro scopo, e le aziende con uno scopo genuino e vissuto irradiano autenticità e fanno bene facendo del bene

 

Perciò se la tua organizzazione è sicura del suo scopo, non c’è copycat che possa farti preoccupare, in caso contrario sai che questo è il tipo di sfida che in Catobi apprezziamo e siamo nel posto migliore per costruire il tuo scopo.

 

E ricorda, la condivisione conduce alla conoscenza. L’economia è basata sulla conoscenza. E la conoscenza conduce alla consapevolezza. Perciò se non sai condividere, non puoi conoscere.

 

Su ciò di cui non si può sapere, si deve tacere (semi cit.)

Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi. Se ti fa piacere continuare a parlare di questi temi, ti basta iscriverti qui→

Carlo Tommaso Bisaccioni | Catobi

Buondì, e buon lunedì.
Irradiamo di autenticità le giornate più buie di sempre. Ti va?

 

Mi sarei voluto soffermare per riflettere insieme dell’atrocità che ci sta circondando, ma poi ho pensato che soffermarsi, significa fermarsi per breve tempo, e invece credo ora si debba agire, e farlo più velocemente possibile. Ognuno di noi può farlo, e noi qui, oggi, vogliamo pensare al futuro.

 

Per questo ho deciso di non fermare questa pubblicazione e affrontare un tema presente in ciascuna organizzazione, in ciascun mercato e in tanti aspetti nella nostra quotidianità e anche in questa guerra senza senso.

 

Tutto nasce dallo SPAM, “Messaggio indesiderato” dice la Treccani. Questa settimana, sono successi due eventi apparentemente disconnessi: ho ricevuto una telefonata dove è stato messo in dubbio il valore e l’autenticità di questo progetto e ho finalmente aperto la mia posta indesiderata e dentro ho trovato la newsletter di Scandellari, che non leggevo almeno da un anno e mezzo.

 

Come potrai capire sono realmente due messaggi indesiderati. Il primo perché mette in discussione (a prescindere dalla fonte o dall’accusa) ciò che vivi e tendenzialmente è scomodo, la seconda forse per la deliverability.

 

Ma in entrambi i casi, non c’è nulla di realmente indesiderato e a tutto ciò, pensa un po’, si collegano anche Crypto, Metaverso e NFT.

 

Non voglio creare Hype.
Dico che l’economia è sempre più basata sulla conoscenza. 

 

GO↓

In pochi vincono

Per il restante ci sono i numeri

 

La concentrazione nella maggior parte dei mercati è aumentata, perché le famose “frontier firms” hanno conquistato una quota di mercato sempre maggiore. Il risultato è la meno concorrenza, ottenuta di norma, attraverso:

  • Acquisizione o fusioni di PMI o Start-up, prima che diventino minacce
  • Uso del potere di determinazione dei prezzi, per fare fuori la concorrenza
  • Capacità di investire nell’ammanicarsi, detta brutalmente

 

In sostanza, chi ha vinto e continua a farlo ha cambiato il modo in cui decidono dove e in quale forma competere. E quello che dovremmo chiederci è: cosa possiamo imparare da chi ci sta riuscendo?  

 

Qui vorrei inserire un inciso, quello di Skande:

 

“Differenziarsi dai concorrenti, tranne in rari cari, è quasi impossibile. […] quando i concorrenti notano che hai avuto una buona idea che genera interesse e fatturato, iniziano ad imitarla, offrendo al mercato alternative molto simili. La stessa cosa accade tra i professionisti […] “

 

Riccardo continua, dicendo:

 

“[…] chiedevo quali fossero i punti di forza dell’azienda o in cosa si differenziasse la loro offerta dalla concorrenza, ho ottenuto sempre le medesime risposte: “Il nostro è il migliore servizio/prodotto sulla piazza”, “Siamo innovativi”, “Abbiamo i prezzi più bassi” o “Ci siamo dal 1960”. Qualità che il bar che ho sotto l’ufficio potrebbe decantare.”

 

Alla fine dice che possono copiarti tutto, tranne: Risultati, i Valori Etici ed Ego.

 

Sono pienamente d’accordo, perché l’economia moderna è un economia immateriale.  Crea più valore l’investimento in beni immateriali rispetto a beni tangibili e la spesa si è spostata di conseguenza. I beni immateriali, possono includere diverse attività, tra le quali:

  • Branding
  • Valori aziendali
  • Buona volontà
  • Proprietà intellettuale
  • Relazioni chiave
  • Know-how
  • Ricerca e sviluppo
  • Software
  • etc…

 

Quindi, se dovessi emulare qualcuno, emulerei chi è riuscito a costruire una architettura economica digitale in grado di aiutare la propria organizzazione a cambiare il modo in cui investe il proprio capitale. Tutto il resto sono numeri.

 

Emulerei quelle organizzazioni dove l’entusiasmo e la passione accendono i collaboratori, deliziano i clienti e brillano per gli investitori. Che hanno saputo rispondere a: Cosa perderebbe il mondo se la tua azienda scomparisse?”  

 

La verità dei fatti è che le aziende vincenti sono guidate da uno scopo, raggiungono risultati migliori e ottengono di più grazie ad esso. I concorrenti si chiedono dove possono ottenere un po’ di quella magia e come potrebbero cospargerla, ma non ci riescono e allora spesso provano strade meno sane.

 

Se questa è la tua aspettativa, preparati a fallire, ne conseguono scarsi risultati quando lo scopo diventa un lavoro di patch, non può essere un collage di foto.

 

Skande ha ragione, ma oltre a Risultati, i Valori Etici ed Ego, ne aggiungerei alcuni e ne darei anche un altra definizione, che poi è quella seguita per creare il nostro di scopo. Per me sono 5 gli elementi principali:

 

→ Strategia:
la scelta su “dove e come giocare” che fai per servire al meglio le tue persone

 

→ Persone e Cultura:
il talento e la sua gestione all’interno della tua organizzazione

 

→ Modelli Operativi:
i processi operativi che si adattano per raggiungere gli obiettivi legati allo scopo; i modi in cui ti assicuri che il comportamento su e giù per la tua catena del valore sia in linea con il tuo scopo

 

→ Metriche:
le metriche e gli incentivi che utilizzi per misurare ciò che desideri ottenere, i progressi della tua azienda e il modo in cui crei e distribuisci gli incentivi per rendere tangibile lo scopo della tua organizzazione

 

→ Coinvolgimento:
rendere coerente a 360° il tuo scopo.

 

Il bullet point che possiamo avere forse è infinito. Ma siamo in missione per capire cosa funziona e come spiegare questa conoscenza in modo che altri possano seguirla. Questo è il nostro scopo, e le aziende con uno scopo genuino e vissuto irradiano autenticità e fanno bene facendo del bene

 

Perciò se la tua organizzazione è sicura del suo scopo, non c’è copycat che possa farti preoccupare, in caso contrario sai che questo è il tipo di sfida che in Catobi apprezziamo e siamo nel posto migliore per costruire il tuo scopo.

 

E ricorda, la condivisione conduce alla conoscenza. L’economia è basata sulla conoscenza. E la conoscenza conduce alla consapevolezza. Perciò se non sai condividere, non puoi conoscere.

 

Su ciò di cui non si può sapere, si deve tacere (semi cit.)

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